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Foto del mese – Giugno 2007 31 Maggio 2007

Posted by Gaetano in Diario di sordo.
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Questa foto l’ho rubata al blog il manfredoniano ed è stata scattata da Gianni Di Bari: ritrae uno stormo di cicogne che passa nei pressi della chiesa di San Leonardo sul Gargano, in una zona comunemente chiamata pedegarganica.
E’ un luogo questo che conosco a memoria, la mia famiglia ha in quella zona i propri poderi, coltiviamo grano, ulivi e mandorli per lo più…
Vedere quelle zone mi fa tornare in mente la mia infanzia. Sono nato in una famiglia di agricoltori, i miei nonni sono stati agricoltori, così come mio padre…
Ricordo il sole, i grandi campi di grano che si estendevano a vista d’occhio, il mare, qualche chilometri più in là, ed un lato dell’orizzonte occupato dalla Montagna del sole, immensa se si metteva a confronto alla pianura che dominava gli altri tre lati…
Ricordo la speranza di una buon raccolto, mio padre che ci costringeva a vedere ogni sera le previsioni di tempo per individuare delle nuvolette sopra lo “Sperone d’Italia“…
Ricordo i miei genitori che aspettavano gli aiuti comunitari all’agricoltura (da noi chiamati: l’integrazione) per poter far quadrare i conti di un anno. Non ce la passavamo bene quando ero piccolo, mia madre racconta sempre che non avevano soldi neanche per comprare i dolci a mio fratello maggiore e per ovviare a questo mamma gli preparava pane e zucchero… Immaginate una madre che non può assecondare i capricci di suo figlio…
I vestiti dovevano durare più anni e ciò che aveva usato mio fratello dovevo riusare io… Ma sono contento di essere cresciuto in quell’ambiente e nella mia famiglia. Aver conosciuto cosa voleva dire esser poveri, oggi mi fa capire l’importanza dei soldi e mi fa essere molto più maturo su questo lato…
A volte non avevamo neanche i soldi per poter comprare da mangiare e ricordo Peppino (il negoziante sotto casa) che ci faceva il “libretto”, segnava su un blocchetto degli appunti la nostra spesa che noi saldavamo ogni fine mese o ogni volta che arrivavano soldi a casa… Che personaggio Peppino, forse un giorno ve ne parlerò (ma sarà un parlare allegro e spensierato), quel giorno attenderò i sicuri commenti del mio caro amico Giovanni.
Poi noi crescemmo, mia madre poté andare a lavorare senza preoccuparsi dei figli piccoli in casa e le cose cominciarono ad andare meglio e Peppino non annotò più la nostra spesa nel “libretto”.
I miei genitori ce l’hanno fatta senza imbrogliare o rubare. Ce l’hanno fatta lavorando assiduamente e in maniera onesta. Il giorno della mia laurea ho visto mia madre e mio padre orgogliosi di me, ed io li volevo dire che non ho fatto niente e che dovevano essere orgogliosi di loro stessi.

Cosa c’entra tutto questo con la foto? Non saprei, so solo che le mie mani sono partite da sole ed hanno voluto scrivere questa storia.

Buon giugno mondoblog (questa l’ho rubata a Donna Virginia).

Juri (11^a parte) 29 Maggio 2007

Posted by Gaetano in Narrativa fai da te.
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LUNEDI’.

Per il lunedì Juri si preparò un discorso da fare a Maria. Aveva passato l’intera domenica pomeriggio davanti allo specchio, ripetendo più volte alla sua immagine riflessa, la solita frase: “Maria, ho pensato molto a noi due e ho visto che stiamo bene insieme, ti chiedo di provare una storia”.
Sembrava molto convincente, al tal punto che se io non fossi stato uomo mi sarei già invaghito di lui, ma un conto è dire la lezioncina davanti allo specchio, un altro è dirla in faccia ad un’altra persona, con i suoi umori, i suoi sguardi e i suoi profumi. Era pronto, aveva con se tutta l’adrenalina tipica di quando dava gli esami all’università, ma forse è giusto ricordare che, causa la sua puntuale timidezza, non riusciva mai a sfruttare quell’adrenalina e anche per questo non finì mai gli studi universitari.
La mattina di Lunedì, si presentò come sempre puntale al corso d’inglese, entrò nell’aula e si mise nel suo solito posto in prima fila e lì aspettò l’arrivo di Maria. Entrarono gli altri ragazzi, ma tra le tante facce non riconobbe quella della sua fanciulla prediletta… Il suo era un aspettare vano…
Quest’imprevisto non lo rendeva particolarmente nervoso. Seguì con attenzione la lezione e tornando a casa, con una razionalità che non riconosco in lui, fece delle tesi sul perché Maria non si era presentata al corso.
A casa la prima cosa che decise di fare fu quella di chiamare Maria per chiedere delle delucidazioni, ma si fermò subito seguendo la sua famosa tattica del “farsi desiderare”. Ma questa sua decisione non riuscì a sopprimere la sua voglia di sentire la ragazza e quindi la chiamò. Il telefono squillò più volte, ma dall’altra parte non ebbe risposte, questo acquietò Juri che decise di continuare sulla sua tattica.

LE 7 MERAVIGLIE DELL’imMONDO 29 Maggio 2007

Posted by Gaetano in Economia e marketing del duepuntozero.
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Dopo giorni di attesa, in cui hanno fatto salire a mille la mia curiosità e quella dei loro lettori, i due blogger Mr Cima e Ms Lameduck escono allo scoperto!
Ma partiamo dal principio: da due giorni in entrambi gli spazi web, gestiti dai due blogger, capeggiava questa foto che annunciava fior di denunce…

I personaggi più inclini alla truffa, alla tangente, alla rapina a mano armata, al borseggio, a rubare caramelle ad un bambino e al falso in bilancio avevano già acquistato un biglietto aereo verso un posto esotico per sfuggire alla terribile minaccia che l’unione dei due ottimi blogger aveva fatto capeggiare nelle loro teste…
Oggi i due compagni di merende hanno svelato l’arcano e hanno annunciato alla blogsfera (si dice così?) la loro bella iniziativa:

LE 7 MERAVIGLIE DELL’imMONDO

segnali le sole, diventa delatore!

Avete mai notato nella vostra città un edificio la cui bruttezza o inutilità, o decadenza gridano vendetta, uno stato di degrado e inquinamento paesaggistico, una nuova fabbrica o impianto che deturpa la vostra zona, una cattedrale nel deserto, un monumento assurdo, insomma qualcosa che fareste molto volentieri sparire dalla vostra vista?
Siete a conoscenza di situazioni di disagio che hanno coinvolto la collettività e che magari vi hanno visto protagonisti, volete denunciare un fatto di cui la stampa velinara e gossipara non si è occupata? Continua qui, o qui

Cosa si dice in questi casi? Blogger fatevi avanti e denunciate! L’indirizzo dove spedire il tutto è meraviglie.immondo@yahoo.it

Io ho già una mezza idea e non appena avrò ultimato il trasloco (non ancora cominciato) e recuperato un po’ di tempo, parlerò di questo

Ho visto case 28 Maggio 2007

Posted by Gaetano in Storie.
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Nella mia estenuante ricerca delle quattro dignitose mura dove poggiare le mie cose ed avere un letto per riposarmi la sera, ho visto case…
Ho visto case talmente tanto chic che il portinaio vestiva Armani

Ho visto case talmente tanto sporche da far concorrenza all’emergenza rifiuti in Campania

Ho visto case talmente tanto pulite e linde che per entrare bisognava avere un certificato di sana costituzione…

Ho visto case belle e case brutte…

Ho visto case all’ultimo piano senza ascensore, ma col montacarichi

Ho visto case talmente tanto vecchie che l’affitto era ancora chiesto in sesterzi

Ho visto case talmente tecnologiche che si facevano chiamare Hal 9000

Ho visto case in periferia, dove l’unico mezzo di trasporto che passava era il cellulare della polizia

Ho visto case talmente tanto centrali che la mattina ti svegliava il sacrestano del Duomo che doveva passare per andare a suonare le campane…

Ho visto case talmente tanto esclusive, che per entrarci bisognava passare la selezione del grande fratello…

Ho visto case economiche… Sì, ho visto case economiche… Ma poi ho visto che come riscaldamento avevamo un bue e un asinello

Ho visto case talmente tanto costose che per entrare bisognava dare in ipoteca un rene…

Ho visto case piccole e grandi…

Ho visto case talmente tante piccole che i coinquilini erano blu e col cappello bianco

Ho visto case talmente tanto grandi che fungevano da campo di allenamento per il Parma

Ho visto, ho visto, ho visto… Ho visto case quadrate, sferiche, romboidali e bifamiliari con giardino…

Ho visto case dove cercavano solo donne, non fumatrici, studentesse, settimana corta, ordinate, cuoche e di bella presenza… Ho chiamato lo stesso… Fosse mai ci scappasse un uscita con le coinquiline…

Ho visto, ho visto… Ho visto proprietari di casa che affittavano solo a parmigiani ed ho chiamato cercando di camuffare il mio accento terrone e cercando di parlare con la erre moscia… mi hanno preso per maniaco…

Ho visto proprietari talmente tanto ricchi che chiedevano un affitto più alto per potersi permettersi la tassa sul lusso

Ho visto case talmente tanto disordinate che non sono riuscito a trovare l’inquilino…

Ho visto case talmente tanto ordinate da farmi venir voglia di far cadere il contenitore degli stuzzicadenti

Ho visto case con coinquiline talmente tanto belle che, pur di entrare, ho proposto di raddoppiarmi l’affitto…

Ho visto case al piano terra, dove alle sette in punto il proprietario entrava con la sua Porche

Ho visto case dove i coinquilini erano tutti iscritti a Forza Italia… Ho preferito il ponte di mezzo

Ho visto case affittate da barboni… Poi ho chiesto se la casa fosse veramente quel cartone Barilla… Mi sono sentito rispondere: “dove c’è Barilla c’è casa…

Ho visto case dove i coinquilini volevano essere talmente tanto sicuri di mettere la persona giusta, che la lista d’attesa durava anni…

Ho visto… ho visto… Ho preso annunci… Ho visto case…

Ho visto case dove la piena disponibilità a farmi entrare da parte dei coinquilini, mi ha fatto pensare: mmmh qui gatta ci cova… e ci covava, ci covava…

Ho visto annunci con i cuoricini e altri con la falce e martello… Ho preferito i secondi…

Ho visto case con talmente tanta gente dentro che bisognava prendere i numerini per andare in bagno…

Ho visto case col pollice verde… Mi sono avvicinato alle piantine e ho visto che non era propriamente basilico… Ho denunciato tutto alla caserma di polizia più vicina e poi ho visto poliziotti molto allegri…

Ho visto case dove i coinquilini ogni giorno dicevano il rosario… Mi sono fatto il segno della croce e sono scappato…

Ho visto, ho girato, ho telefonato, ho preso appuntamenti e ho visto case… Ma alla fine ho trovato…

Ho trovato casa… Bella, economica, quasi centrale e a due passi dalla campagna….

Liberamente tratto da un monologo di Paolo Rossi.

Juri (10^a parte) 28 Maggio 2007

Posted by Gaetano in Narrativa fai da te.
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SOLITE SERE CON IDEA.

Per tutta la sera Juri era un turbine di felicità: “forse ho trovato la donna giusta”, ripeteva a se stesso. I suoi pensieri non riuscivano a stare fermi, e così fece un salto nella sua vita futura: i bambini, la casa, i cani e anche la morte. Adesso la sua vita contava di più e quando la sera si imbatte sulle trasmissioni hard cambiò canale e non fece scendere la mano.
Si mise a letto, ma non riusciva a dominare ed era così elettrizzato da quella giornata che la mente non riusciva a calmarsi. Dall’uomo più sfigato della terra, si trasformò all’uomo più fortunato dell’universo. Ma in quelle centinaia di pensieri ne sorse uno: come fare a mettere in chiaro le cose? Ma lei mi vuole solo come amico o vuole qualcosa in più? Così pensò a tutta la giornata, in effetti, non c’era stato modo di capire le intenzioni di Maria, qui qualcuno potrebbe obbiettare dicendo: ma le donne sono tutte troie. Ma Juri non conosceva le donne, e poi i luoghi comuni non sono fatti per essere raccontati. Ancora invaso dai pensieri vide l’orologio: le due. Così, controvoglia, fu costretto a far scendere la mano, ma anche questo non servì a farlo addormentare e passò tutta la notte in bianco a pensare a come dire a Maria che voleva iniziare una storia.

Il grande bluff: la mia maturità 27 Maggio 2007

Posted by Gaetano in Storie.
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Mantenendo una promessa fatta a Uto, a cui mancano meno di 30 giorni alla maturità, vi racconterò la mia di maturità.
Fino al quarto anno i miei voti oscillavano tra il più che discreto e il molto buono, non sono mai stato una “secchione”, però a scuola me la cavavo più che bene. Iniziavo il quinto col migliore degli auspici.
Il quinto anno si rivelò un mezzo disastro: la mia voglia di studiare era scesa a livelli minimi e gli 8 e i 7 si trasformavano i 6 tirati per i capelli… I miei pomeriggi, invece che dedicarli ad un minimo studio, si trasformavano in un enorme cazzeggio…
La scena era più o meno questa:
Mamma: “Lupo, al telefono!
Io: “Pronto
Qualsiasi amico: “Lupo, stiamo andando da Bambinella a prendere due birre (il numero non era proprio questo) ed attrezziamo una Legge da qualche parte
Io: “Arrivo!
Così, tra uscite fino al mattino, bevute assurde con gli amici, autogestioni dove noi comandavamo, “salassi” collettivi (accompagnati da immancabile visita da Bambinella), escursioni naturalistiche (accompagnate da un fiaschetto di vino paesano), il mio quinto anno ebbe una parabola discendente, la quale non fu mai saputa spiegare da alcun professore. Affrontavo la maturità con uno spirito di cazzeggio e poca voglia di studiare.
Il nostro era l’ultimo anno in cui gli esami si sostenevano con il vecchio metodo: due materie scritte e due orali a scelta tra quattro, commissione completamente esterna (a parte un membro interno).
Ad un certo punto dell’anno scolastico, vennero estratte le materie:
  1. Scritto: Italiano e Organizzazione Aziendale;
  2. Orale: Ragioneria, Matematica, Italiano ed un ultima che non ricordo.
E’ inutile dire che dopo questa notizia, i professori delle altre materie si sono dati alla macchia…
C’è da premettere alcune cose su una materia: Organizzazione Aziendale. Quando si è saputo che la seconda materia scritta era questa, c’è stato una sorta di panico tra noi, poveri alunni cazzeggiatori e la nostra professoressa, che conosceva bene le nostre lacune, ma per rendervi più chiaro che tipo di lacune avevamo, bisogna tornare al quarto anno…
Organizzazione Aziendale era una materia dell’ultimo biennio, al quarto anno (quando bisognava imparare le basi di questa materia), il professore spiegò solo due volte ed interrogò anche meno… Le sue ore si trasformavano, sistematicamente, in un torneo a Scopone scientifico o in un ripasso dell’interrogazione che doveva avvenire l’ora dopo, quindi, voi capirete che noi eravamo tagliati completamente fuori per questa materia.
La professoressa del quinto per ovviare alla mancanza di basi e, soprattutto, alla mancanza di libri (tutti conoscevano la leggenda di questo professore e nessuno in classe si era azzardato a comprare il libro), ci procurò una serie di dispense ed una serie di riassunti tratti dal testo, tutti rigorosamente da imparare a memoria, ma da non capire.
All’orale scelsi Matematica e Ragioneria, la prima perché sono sempre stato un asso con i numeri, la seconda obbligato, perché ero l’unico in classe che poteva fare un orale decente, infatti, il fatto che solo io andavo bene in ragioneria, fece rallentare di gran lunga il programma e il professore per ovviare a questo, mi chiamò nel suo studio professionale e mi diede più di un centinaio di fotocopie (tratte da libri universitari) con all’interno degli argomenti che non avevamo affrontato, ma che lui aveva dovuto mettere in programma.
Così si vennero a sapere i nomi della commissione esterna. La professoressa di Organizzazione Aziendale, fece un sospiro di sollievo e ci confidò che eravamo stati molto fortunati… Io non riuscivo a capire la nostra fortuna… Purtroppo il nostro membro interno era la professoressa di educazione fisica… Eravamo tagliati fuori per qualsiasi aiuto dall’interno…
Mi ritrovai in tarda primavera garganica, con un sole della madonna, quattro materie da studiare e poca voglia di aprire i libri… Così i miei pomeriggi pre-maturità trascorsero con me in terrazzo e sulla sdraio e il libro rigorosamente alla mia destra e chiuso. Nel mio piano di studio avevo fatto un po’ di scelte, per alleggerirmi il lavoro: italiano si accantonava completamente, puntavo spudoratamente sulla traccia di attualità. Matematica bastava una piccola ripassatina (in cinque anni, in matematica, non sono mai sceso sotto il 6 e 1/2). Le materie su cui mi dovevo concentrare di più erano Ragioneria e Organizzazione Aziendale… E’ inutile dirvi che finii a malapena i programmi…

Primo giorno: prova scritta di Italiano.

Arrivai il primo giorno con un bel ritardo di mezz’ora, mi beccai la ramanzina del presidente della commissione e mi beccai un posto dove era impossibile sbirciare sui libri…
Mi diedero il foglio e mi dettarono le tracce… Scrissi senza capire e quando rilessi la traccia di attualità, mi assalì il panico… RICERCA SCIENTIFICA: LA CLONAZIONE, LE BIOTECNOLOGIE!!!! Non so e non sapevo niente di questa materia. La traccia su cui avevo puntato tutto era ormai persa! Cosa fare?
Rilessi le altre traccie, quella di letteratura: Calvino… Manco ci siamo arrivati… Quella di storia: una traccia molto generica, raccontare gli avvenimenti che hanno caratterizzato il secondo dopo-guerra… La storia mi è sempre piaciuta, perché no? Ma dalla traccia di storia nasceva un problema: conoscevo gli avvenimenti e anche abbastanza bene, ma le date? Era impossibile ricordarsele tutte!
Decido di chiedere consiglio a qualcuno, fermo un professore e gli confesso tutto, lui mi fa: “Sarebbe importante metterle… Ma se non le conosci, cerca di fare un tema dove non servono le date
Avevo capito il nesso, decisi di impostare il tema a racconto, scrivere ciò che era avvenuto, allacciare gli avvenimenti tra loro e mentre raccontavo la situazione mondiale, aprivo una finestra sulla situazione nazionale, misi pure qualche mia opinione, ma usai molta prudenza, non volevo inimicarmi qualche professore che non la pensava come me… Allora ero abbastanza estremista…
Fui uno degli ultimi a consegnare… Ero felice, ero uscito dalla prima difficoltà.
Alla verifica, la professoressa di italiano disse che il tema si leggeva bene e la prova era da ritenersi soddisfacente… Io le avrei voluto dire che non avevo aperto manco mezzo libro di storia e bisognava premiarmi solo per questo…

Secondo giorno: prova scritta di Organizzazione Aziendale.

Venne il giorno della verità, la seconda prova scritta era forse anche più importante della prima, visto che si trattava di una materia economica. Tutti noi eravamo fornitissimi della nostra bella dispensa, per aiutarci in questa prova disperata.
Ci dettarono la traccia. Non ricordo di cosa si trattasse, ma ricordo il panico mio e dei miei compagni… La domanda era solo una: DI CHE COSA SI TRATTA!?
Tutti guardavano me per vedere se io sapevo qualcosa. Io rassicurai tutti dicendo che non avevo la più pallida idea di che cosa si trattasse. Cominciammo a sfogliare i nostri appunti (non c’era nessun professore a controllarci).
Venne a trovarci la nostra membra interna, per vedere come andavamo, noi sputammo il rospo: “professoré, nen sapime nénde!
Lei impietosita, chiamò il professore di materie economiche, che senza mezzi termini ci disse: “io di questa materia non ne so niente…
A me venne l’idea malsana di beccare un argomento a caso e scrivere, tanto il professore che doveva correggerlo non capisce niente di questa materia…
Vengo subito ridestato dall’idea malsana, quando vedo apparire dalla porta la nostra professoressa di Organizzazione Aziendale, direttamente chiamata dal Presidente di Commissione… Ci spiega dove andare a prendere questo argomento, sulle sue criptiche dispense e noi allegramente facciamo un bel compito fotocopia. 7 politico!!!
Alla verifica il professore per dire che andava tutto bene, copiò le parole che un minuto prima mi aveva detto la professoressa di italiano…

Terzo giorno: prova orale.

La nostra classe venne subito dopo i privatisti (cioè i militari che facevano l’esame per prendere qualche giorno di congedo)… Il giorno prima era toccato ad una parte della classe, mentre, quel giorno finiva la maturità per tutti e ci ritrovammo lì, uniti come sempre…
Ad un certo punto della mattinata, mentre aspettavo il mio turno, (rileggendo gli argomenti nuovi che mi aveva dato il professore) si affacciò colui che doveva interrogarmi in ragioneria e disse: “chi è Lupo Sordo?
Io: “sono io
Il professore, sbattendo sul banco una fotocopia del programma: “dimmi quali sono gli argomenti che conosci bene
Io: “tolga tutta l’ultima parte ed anche l’analisi di bilancio e si concentri sulle società
Segna con una penna gli argomenti e se ne va…
Arriva il mio turno… Passo prima dalla professoressa di Matematica, mi fa alcune domande a cui rispondo bene, facciamo qualche esercizio e prima di congedarmi mi fa una domandina facilissima da rispondere con un esempio numerico sul foglio ed io sbaglio la risposta… Mi guarda in maniera interrogo-negativa, io abbasso gli occhi, vedo l’errore e lo correggo subito… Abbozzo una scusa: “Lei mi stava congedando ed io mi sono distratto“. Questa volta mi lascia andare…
Vado dal professore di Ragioneria… Lui mi guarda, abbassa gli occhi sul programma e fa: “mmmhh, vediamo – vediamo… cosa mi puoi dire… Le società!
Prendo alla larga l’argomento e comincio a parlare di tutto ciò che era inerente alla società, lui stanco di ascoltarmi mi chiede alcune differenze su diversi tipi di società, io rispondo e mi lascia andare.
Aspetto che finiscano tutti e organizziamo i festeggiamenti…

Qualche tempo dopo uscirono i risultati, presi 52/60, un voto complice del mio ultimo anno scazzato, ma a me non interessava, l’importante era stare dentro per la borsa di studio all’università e con quel voto ci stavo dentro. Un anno dopo seppi da fonti attendibili, che la commissione voleva darmi 60, ma che il vicepreside (persona che non c’entrava niente con la mia classe e che non doveva e non poteva influire sui risultati delle classi non sue) si oppose.
Ancora oggi ricordo con piacere quei giorni e la spensieratezza che li accompagnava e ancora oggi quando vedo la macchina del vicepreside ho voglia di rigarla tutta…

Juri (9^a parte) 26 Maggio 2007

Posted by Gaetano in Narrativa fai da te.
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VISITA MATTUTINA.

Il mattino dopo Juri si sveglio con il pensiero rivolto a Maria e con un immenso desiderio di chiamarla per organizzare una passeggiata al parco, ma immediatamente si ricordò che non le aveva chiesto il numero di telefono. “ah, già!”, disse, “io non chiedo mai il numero di telefono alle personei”. Era una convinzione tutta sua quella di aspettare che la gente gli chiedesse il suo numero di telefono, “se ci tengono a me, me lo chiederanno di sicuro”.
Non so come uno psicologo definirebbe questa convinzione, forse è consona al suo carattere, o probabilmente è l’unico uomo al mondo con questo tipo di patologia, ma a noi non interessa il parere di uno psicologo, poiché intorno alle dieci suonò il citofono e quando Juri andò a rispondere e fece la parte del sorpreso, recitava spudoratamente, poiché dal tragitto salotto-citofono, l’unico pensiero su cui poteva essere a suonare alla sua porta portava a Maria.
Juri, ti va di fare un giro al parco?”, disse Maria al citofono. “Non so, intanto sali che mentre mi cambio ci penso”, stava usando la tattica del “farsi desiderare” e mentiva anche sul fatto che si doveva cambiare, visto che era già vestito. Si mise il pigiama più in fretta possibile e ancora più veloce disfò il letto. Il campanello della porta suonò e quando andò ad aprire c’era lì Maria, che quel giorno sembrava bellissima, ma per Juri dopo ventisette anni di mani che scendono giù, una ragazza leggermente carina com’era Maria, sembrava la più bella fotomodella del mondo.
Al parco passarono una mattinata bellissima, Juri per una volta era felice. Maria si riscoprì una ragazza veramente eccezionale ed a Juri la sua dolcezza piaceva molto, con lei non sembrava timido, anzi, era un vulcano come quando stava con sua madre.
Maria aveva ventitré anni e seguiva il corso d’inglese per imparare la lingua e raggiungere suo padre in America. Lei era molto affezionata a lui e quando si separò con la madre il suo unico sogno diventò quello di andare in America dal padre.
Quando si lasciarono Juri le chiese cosa l’aveva spinta ad avvicinarsi a lui. La risposta andò sul vago, ma prima di salire Maria gli disse: “sei buffo, sei carino e poi non so che altro”, dopo di questo gli diede un bacio e, come l’altra volta, sparì nei fumi della città.

La visita delle carte di credito terrorizza l’oriente 24 Maggio 2007

Posted by Gaetano in Piazza caduti del lavoro.
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Mattinata tardi. Dopo un numero soddisfacente di visite decido di entrare in quel negozio, in una piazza centrale della città di Parma, in zona “oltretorrente” comunemente chiamata “l’inculato“. Controllo la scheda… Una società, nome strano, probabilmente un negozio cinese.
Entro… “Buongiorno!

Esercente orientale: “Buongiolno…
Mi avvicino al banco, in fondo al negozio e mi presento: “Buongiorno, sono Lupo Sordo di una nota azienda di Carte di Credito, mi occupo degli esercizi convenzionati, sto passando in zona per sapere se ci sono segnalazioni da parte vostra.
Lei mi guarda con uno sguardo frammisto tra incredulità e terrore e non parla…
Decido di prendere la palla al balzo: “Signora, sono di una nota azienda di carte di credito
Esercente orientale: “Ah! Calte di cledito! Nononono non intelessa!”
Io: “Non si preoccupi, non le voglio vendere niente, sto solo girando gli esercizi convenzionati con il nostro circuito per sentire se avevate segnalazioni da farci
Esercente orientale, con uno sguardo frammisto tra terrore e incapacità di intendere e di volere: “Segnalazioni? Cosa segnalazioni?
Io: “Sì, signora: segnalazioni, per quanto riguarda l’uso della carta… niente di particolare” Attimi di silenzio dell’esercente orientale… Lo sguardo implorava pietà… Allora, per spiegarmi meglio, decido di usare la parola proibita: “Signora, segnalazioni – PROBLEMI
Sospiro si sollievo da parte dell’esercente… “Ah! Ploblemi! Nononono No Ploblemi!
Ok ho rotto il ghiaccio… Adesso dovrebbe andare liscio…
Le ripeto tutta la pappardella dei servizi che offre questa nota azienda di carte di credito per gli esercizi convenzionati, le consegno la guida e alla consegna di quest’ultima, di solito dovrei dirle se vuole provare a passare la carta test nel pos… Ma vista la sua faccia che implorava pietà e chiedeva al Signore di far andare via questo esaltato della nota azienda di carte di credito dal suo negozio, decido di sorvolare su questo punto spinoso…
Finisco la visita e prima di andarmene le chiedo il nome, facendo una battutina per rompere la difficoltà di comunicazione: “Signora, adesso arriva la parte più difficile, posso sapere con chi ho parlato?
Lei sfoglia la guida e rimane in silenzio…
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Io nel frattempo rimango in attesa di sapere il suo nome…
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La guida è piccolina, lei la finisce di sfogliare e ricomincia…
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Io, a voce bassa e cortese: “signora devo sapere il suo nome
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Rifinisce la guida e la simpatica orientale ricomincia a sfogliarla…
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Io, un po’ più forte e autoritario: “Sì, signora, abbiamo capito, questa è la guida degli esercizi convenzionati, ma io ho bisogno di sapere il suo nome
Finalmente lascia sta cazzo di guida e mi guarda: “Come? Mio Nome?
Io: “Sì, signora è solo una formalità, per far sapere alla nota azienda di carte di credito che ho parlato con un responsabile del negozio
Riprende la guida e ricomincia a sfogliarla…
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Io, adesso anche un po’ incazzato: “Signora, me lo vuole dire il suo nome?
Esercente, completamente rincoglionita, orientale: “Come? Mio Nome?
Io, velocissimo, per paura che riprendesse la guida: “Signora come si chiama!?
Esercente, dubbiosa, orientale: “Ah! Come mi chiamo! Cin cin!
Io, molto dubbioso: “Cin cin?
Esercente orientale, sorridendo: “Sì, Cin cin

Contatto con il Decison maker: [si]
Nome del Decision Maker: Cin cin

Devo crederci?

La seconda squadra rossonera d’Italia campione d’europa 24 Maggio 2007

Posted by Gaetano in Non ci facciamo mancare niente.
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Nell’immagine la squadra milanista in festa

Una certa persona, di cui non dirò il nome, ma lo linkerò e basta. Mi ha chiesto di onorare la seconda squadra rossonera d’Italia (la prima è il Foggia), per via di una partita vinta ieri sera
Quella persona è la stessa che ha rifiutato la mia compagnia ieri sera, perché non voleva gente non milanista e per giunta anti-berlusconiana in casa…

Così, con questo post, voglio rendere onore alla seconda squadra rossonera d’Italia per questa importante vittoria internazionale, ma voglio ricoradare a lui e a tutti voi che la vittoria di una Champions League (spero che si scriva così…) non è assolutamente paragonabile alla partecipazione ai Play-off della C1 girone B