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Foto del mese – Luglio 2007 30 Giugno 2007

Posted by Gaetano in Diario di sordo.
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Ecco il mio paese natio: San Giovanni Rotondo! Ai più conosciuto come il paese di Padre Pio, a me conosciuto come il luogo dove ho passato la mia giovinezza spensierata…
In questa foto è ritratta via Foggia (una delle vie principali del paese), io abito qualche strada più in là… Non è un caso che in questo mese ho deciso di dedicare l’immagine principe della barra laterale a un luogo a me molto familiare: manca un mese alle tanto agoniate vacanze estive (sono due anni che non faccio una vacanza seria) e per tutto Luglio, voglio vedere il luogo dove tornerò, dopo un lungo periodo ininterrotto passato in terra emiliana (non torno a casa da febbraio)…
Aspetto le ferie come un momento in cui mi rigenererò, rivedrò i mie familiari e i miei vecchi amici. Sicuramente in quel mese, oltre che andare al mare, si organizzerà qualche bella grigliata e le immancabili leggi (il gioco di carte per eccellenza!).
Non vedo l’ora di tornare a casa e rivedere le mie colline, le mie coste i campi gialli e la vegetazione secca…
Mia madre è pronta a cucinarmi qualsiasi specialità garganica ed io sono pronto a mangiare di tutto!!!! Pesce in primis!
Allora benvenuto Luglio!!! Il mese in cui compio gli anni, ma soprattutto preludio ad agosto, un mese che trascorerò interamente nel suolo natio…

Acquisti intelligenti 30 Giugno 2007

Posted by Gaetano in Diario di sordo, Non ci facciamo mancare niente.
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L’altro giorno approfittando di un passaggio in macchina, gentilmente concessomi dal mio coinquilino, sono andato a fare la spesa. Ci siamo recati in una catena della grande distribuzione che come nome ha una lettera dell’alfabeto lunga.
Premesso che io quando vado negli ipermercati non ci capisco niente, troppa prodotti e troppa gente, avevo solo un’idea chiara: devo comprare il pane!
Così, mentre litigavo col carrello, cercando di farlo passare in mezzo a quelli degli altri clienti, e sgomitando con signore in cerca di sconti, mi dedicai a comprare il nutrimento settimanale e/o quindicinale… Dopo dieci minuti là dentro, il mio livello di sopportazione allo stress era sceso ai minimi storici, non riuscivo a raccapezzarmi tra frutta, insalata, carne, scatolame vario, caramelle poco sane e gelati evitabili. Riempivo il carrello a casaccio, con la speranza di mettere dentro qualcosa di commestibile.
In mezzo a tutti quei marchi e quelle confezioni colorate, il mio sguardo, oltre che soffermarsi su signore affascinanti e su bambini arroganti, si soffermò su una bottiglia d’olio che oltre ad avere il marchio dell’azienda di produzione, aveva anche un marchio che io conosco molto bene, perché ci dedicai un capitolo della mia tesi di laurea…

Il marchio del Parco Nazionale del Gargano!!!
Premetto che è già difficile trovarlo dalle mie parte, figuriamoci in terra emiliana. Cominciai a ricordare il periodo della tesi e, stupendomi, riuscivo a ricordare molti passaggi del mio scritto e, in particolare, ricordai anche ciò che garantisce al consumatore la presenza del logo del PNG, nei prodotti:
  1. Qualità e salvaguardia del territorio;
  2. Conservazione delle tradizioni locali;
  3. Certificazione della filiera produttiva;
  4. Elevate qualità organolettiche.
Quindi ricordandomi di tutto ciò e, soprattutto, del totale esaurimento dell’olio di nostra produzione, che portai da casa mesi fa, feci l’unico acquisto intelligente della mia confusionaria spesa in quell’ipermercato con la lettera dell’alfabeto lunga e posai la bottiglia d’olio nel carrello.

Il Parco Nazionale del Gargano non è l’unica area protetta che concede alle produzioni il proprio marchio, molte altre lo fanno: il parco del Ticino, il Parco delle Dolomiti Bellunesi, il Parco della Maddalena, il Parco fluviale del Po e del torrente Orba, il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, il Parco Nazionale del Pollino, etc… Sicuramente ne ho saltati tanti, e chiedo scusa a tutti gli esclusi da questa mia breve lista, ma la mia è stata una ricerca veloce su internet. Comunque se volete avere maggiori informazioni su un’area protetta vicino casa vostra, visitate il sito della Federazione Italiana Aree Protette.

AH… Dimenticavo… La bottiglia d’olio l’ho pagato solo 4,15 euro, un prezzo in media agli altri olii…

Enza – Sigla finale de il polpo (1993) 27 Giugno 2007

Posted by Gaetano in Non ci facciamo mancare niente.
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Oggi faccio la macchietta a Rumenta:

TODAY, MUSIC!
Ricordo quella sera, quando che morì mia moglie,
che mi lasciò da solo come la sposa di Ceglie.
Ero io con lui brigadiere Saragot e il mio dolore,
lei si fece bianca bianca come un “Frabbicatore”.
Il dottore disse:”presto, questo è un caso disperato”,
ma poi aggiunse”E’ proprio morta e se lo prende in faccia al naso”
perché era morta… era morta …Enza.

Enza, che cosa hai fatto, Enza perché sei morta Enza sei fredda fredda
Enza su dammi adenzia.. (Vincenza, per fare prima Enza)

Poi tutti quei parenti,giunti per i funerali,
svaligiarono le casse che c’avevo di Peroni.
Se l’è chiamata Cristo,disse triste quel tuo zio,
che se tocca un’altra birra adesso a lui lo chiamo io.
Il prete chiese a Dio di ospitarti nei suoi cieli,
Visto che quand’eri in vita non ti volevano i cani a te… Enza.

Enza, che cosa hai fatto, Enza perché sei morta Enza sei fredda fredda
Enza su dammi adenzia.. ( Vincenza, per fare prima Enza)

Arrivasti al cimitero, dove le vite son segnate,
quella sala mortuaria menava vambate di cime d’ rape.
Il becchino diede al volo quattro colpi con la pala,
ti mettemmo sotto terra perché eri una cozzala.
Poi tua madre, quell’ebrea, disse:”Mò vengo, un attimino”
e andò a fregare i fiori da quel morto tuo vicino.
E rimasi con te solo, cercai un verso con la rima
“Io sto molto meglio mò, di com’è che stavo prima Enza… Enza”

Enza, che cosa hai fatto, Enza perché sei morta Enza sei fredda fredda
Enza su dammi adenzia.. (4 volte)

Fonte testo: www.totietata.com

Juri (18^a parte) 27 Giugno 2007

Posted by Gaetano in Narrativa fai da te.
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IMMENSA FELICITA’.

Nella penombra della sua casa, Juri stava in silenzio sul divano a pensare alla sua situazione, quando venne ridestato dallo squillo di un telefono. Andò all’ingresso, verso l’apparecchio, alzò la cornetta e disse: “pronto?
Pronto Juri, sono Maria.
Cosa vuoi?
Ti devo parlare… Mi sono lasciato con Francesco.
Come?” Juri era stupito da questa notizia.
Non voglio spiegartelo via telefono” disse Maria, “vediamoci al parco
Sì, va bene, ci vediamo al parco.” Disse Juri sempre più stupito.
Spiegarvi adesso il sentimento del nostro eroe mi risulta molto difficile. Da una parte era preoccupato dalla conversazione a cui aveva appena partecipato, dall’altra era felice. Felice che la ragazza che amava era ancora libera dal giogo degli altri uomini, se lo sentiva, adesso veniva il suo turno. Era convinto che da adesso la sua strana relazione con Maria doveva andare in porto. Juri aveva ben in chiaro una cosa: era innamorato di lei e la voleva. Voleva recuperare il tempo perduto. I suoi pensieri si tramutarono in una guida molto aggressiva da parte del nostro ometto, voleva arrivare subito a destinazione per abbracciare Maria e recuperare il tempo perduto.
Al parco Maria sembrava più bella di come se la ricordava e Juri aveva in se un’immensa felicità. Voleva baciarla, ma si limitò solo a salutarla.
Ciao”, disse Maria che cominciò subito a piangere.
Juri l’abbracciò e le disse: “come ti senti?
Male…” rispose Maria singhiozzando.
Spiegami cosa è successo.” Juri sembrava l’uomo più sicuro della terra, una persona a cui gli si poteva anche affidare le redini di una nazione.
Credevo che Francesco fosse migliore come ragazzo, ma mi sbagliavo.” Questa frase fu il preludio della storia che Maria raccontò a Juri.
La ragazza vedeva in Francesco una specie di figura paterna. Infatti, a detta di Maria, l’unico uomo che ha veramente amato era il padre, ma Francesco si rivelò subito egocentrico e geloso, caratteristiche che lei non sopporta in un uomo. Così spiegò a Juri del perché delle sue numerose visite a casa sua. Ma quando Juri gli chiese il perché non lo aveva mollato prima, lei rispose che non voleva farlo soffrire. “Sono strane queste donne”, pensò.
Juri e Maria passarono tutto la giornata assieme, ma lui non ebbe il coraggio di confessare il suo amore. Più volte era sul punto di dirle ti amo, ma più volte non gli uscì nessun suono dalla sua bocca… Era come bloccato… Bloccato dalla timidezza…
Questa sua indecisione, gli fece nascere un sol pensiero: “devo studiare un piano“. Così passo tutta la notte a girarsi e rigirarsi nel suo letto a farsi venire una buona idea per confessare a Maria l’inconfessabile. Non fece neanche scendere giù la mano per la preoccupazione.

Consulenze da blog 25 Giugno 2007

Posted by Gaetano in Post politicamente scorretti.
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Mi sto dedicando alle consulenze da blog e come primo cliente ho Silvio Berlusconi, intenzionato a ad aprire un blog, il quale mi ha invitato a cena

L’appuntamento era all’osteria magnotantoespendouncazzo gestita dalla signora Incoronata, una donna pugliese di 110 kg portati bene, la specialità della casa sono le orecchiette col sugo di braciola
Durante l’appuntamento lo zio Silvio mi aveva chiesto di passare inosservato, quindi io mi sono tolto la faccia che ho nel mio profilo blogger e mi sono messo quella mia naturale. Dal canto suo il cavaliere, per passare inosservato il più possibile, è venuto con una scorta striminzita: 10 pattuglie dei carabinieri (con invitati a seguito per la prima comunione della figlia di un appuntato che fa parte della scorta), un carro armato, tre elicotteri, un caccia torpediniere, un reggimento di bersaglieri con orchestra a seguito, la difesa del Milan, il servizio di sicurezza di mediaset, il servizio di piatti di villa certosa, i giornalisti lecca culo del Giornale e Gattuso che interdiva a centrocampo.
Ci sediamo al tavolo migliore, quello vicino alle telecamere di Studio Aperto e noto con estremo piacere che la signora Incoronata ha fatto mettere dei cuscini in più sulla sedia dove si siederà il cavaliere.
Berlusconi ordina una lozione per capelli al dente, io vado sul classico, ordinando le orecchiette e preferendo perdere i capelli.
Dopo avermi parlato di un’ora della vittoria del Milan in Champions League, che secondo lui oscurava la vittoria del centro-sinistra alle ultime politiche, io con le palle pieno lo interrompo e gli dico che sono qui, oltre che per scroccargli la cena, anche per illuminarlo sulla blogsfera
A questo punto cuce la sua boccaccia e tra una mia forchettata di orecchiette e una sua aggiustatina al fondo-tinta riesco ad iniziarlo al concetto di blog.
Il mio discorso fila liscio, nonostante che, la voce di lucignolo, per farmi più figo, mi dipinge come un giovane ribelle che ogni sabato sera esce con tre veline diverse. L’unico intoppo l’ho avuto nel momento in cui gli ho spiegato cosa sono i commenti… Lui è convinto che questi saranno tutti positivi e lodatori, ma io ho cercato di fargli entrare nella sua testa pelata che il blog lo leggeranno anche le persone che non sono d’accordo con le sue idee, lo Zio ha fatto una faccia strana, dicendomi che secondo i sondaggi fatti da suo nipote (diplomato all’ITIS di Arcore e molto bravo in matematica) il 90% degli italiani sono con lui e lo voterebbero seduta stante… A quel punto, quando stavo per contraddirlo per l’ennesima volta, ho visto le mie caviglie in pericolo, minacciate da Gattuso ed ho preferito sorvolare.
Durante la cena abbiamo messo le basi al suo spazio web e abbiamo convenuto che:
  1. Nel blog ci scriveranno giovani neolaureati in cerca di prima esperienza e che abbiano letto/retto la sua biografia.
  2. Le sue foto dovranno essere tutte stile capello raggiante.
  3. Ogni cento commenti, il lettore ha diritto ad un nano da giardino raffigurante il cavaliere… Penso che brontolo sia il personaggio che gli addice di più…
  4. All’apertura del blog, ci sarà una canzone di Apicella, in modo che le persone intelligenti e/o sensibili alla musica si rompino subito i coglioni e vadano a leggere il Diario di bordo.
Di meglio non potevo consigliare, anche perché, il Primitivo era entrato in circolo rendendomi canterino e il pasto mi ha reso incline alle competizioni mondiali di rutto…
Vista la piega della serata il cavaliere cominciò a raccontare le sue famigerate barzellette: spassosa quella del milione di posti di lavoro, impareggiabile quella dell’abbassamento delle tasse? Ci siamo piegati in due dalle risate! Finito tutto il suo repertorio di canzoni, barzellette e anedotti e preso il caffé, abbiamo congedato la signora Incoronata e con tutta il suo seguito impacchettato da un corriere espresso, abbiamo lasciato il ristorante.
Usciti dal locale ci siamo recati prima sotto casa di Prodi a lanciare le pietre e poi al quirinale a citofonare a Napolitano, spacciandoci per il fantasma di Togliatti. Più tardi abbiamo chiamato Bondi e Fede e siamo andati a rimorchiare femmine ma la gelosia dei due non ha fatto concludere niente al cavaliere…

Diario di bordo (un giorno prima dell’arrivo [1]) 24 Giugno 2007

Posted by Gaetano in Diario di bordo.
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Data stellare 15 giugno 2000. Stiamo raggiungendo la meta: sarà perfezione o perversione? Non lo so, anche se mi sento un po’ perverso, dovrò chiedere al comandante.
In questi giorni il comandante Ch ha dato seri segni di squilibrio [2], ma chi non li da al giorno d’oggi. Certo, da una persona “importante” come lui ti aspetti sempre il meglio, ma anche gli eroi hanno i loro sbandamenti. Speriamo che ci porterà sani e salvi a destinazione.
Il fantasma di R. è apparso alla ciurma in questi giorni, cercando di far cambiare rotta all’astronave [3]. Certo, le sue sono state apparizioni fugaci, ma non ci preoccupiamo, d’altronde è un fantasma, mica un attore. Però c’è da notare che nelle sue rare apparizioni ha messo in crisi il comandante [4] e questo mi ha fatto capire che la vecchiaia arriva per tutti.
Le bellezze straniere non si vedono più, forse sono scese dall’astronave? Questo non lo so. Però di una cosa sono certo: noi anche se non le guardiamo ci tocchiamo lo stesso.
Le due splendide fanciulle che avevamo relegato in sala macchine, sono salite e ci allietano con la loro presenza [5]. Una scenderà con noi, cercando la perfezione [6], l’altra continuerà il suo viaggio. Chissà dove arriverà e se arriverà…
Nel frattempo sono arrivati i parametri di bellezza del pianeta terra e da questi le due fanciulle risultano essere due donne stupende (in questo momento mi avvertono che questi sono i parametri di bellezza dei cechi).
Io continuo a vedere i miei panorami spaziali, chissà se un giorno incontrerò nuove esperienze in questi pallosi panorami spaziali che, come la mia mente, si oscurano sempre più…

15 – 06 – 2000
Ore 0.55

[1] L’arrivo era inteso come l’esame.
[2] Ch in quei giorni si vedeva molto poco in sala studio.
[3] Le rare apparizioni di R. destabilizzavano la nostra precaria voglia di studiare.
[4] Da questo si evince il motivo per cui Ch si vedeva poco in sala studio.
[5] Sia A. che S. non potevano fare a meno della nostra cazzeggiante compagnia.
[6] Rileggendo il Diario di bordo con gli amici, si era convenuto che con questa frase intendevo dire che ci aspettava un viaggio assieme per ritornare a casa, ma io non ricordando alcun viaggio, penso che con questa frase, intendevo dire che una delle due fanciulle era prossima a fare un esame.

Juri (17^a parte) 23 Giugno 2007

Posted by Gaetano in Narrativa fai da te.
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CI DIVIDE E CI UNISCE FRANCESCO.

L’amicizia tra i due ragazzi sembrava insolubile, Juri era contento di essere, in questo momento, il primo uomo per Maria e si accontentava di questo strano rapporto senza un vero e proprio contatto fisico, era anche scemata la sua abitudine di far scendere giù la mano e questa situazione lo faceva sentire bene.
Ma l’idillio è sempre destinato a finire, ostentato da un destino beffardo, e quando Maria gli raccontò che era uscita con un certo Francesco, Juri ebbe un colpo veramente duro. Maria continuò, dicendogli che Francesco era molto interessato a lei e che voleva provare una relazione. Non poteva credere a quello che sentiva…
L’unico consiglio che le riuscì a dare quella sera fu: “sono cazzi tuoi, decidi tu!”. Tutta la sua sensibilità cadde in quella frase che fece arrabbiare la ragazza. Quella sera Maria non si trattenne molto a casa sua e se ne andò quasi subito, senza avere ottenuto un consiglio decente dal suo amico prediletto.
La reazione di Maria fece preoccupare Juri che passò tutta la serata a pensare al suo comportamento, cercò tante soluzioni per chiedere scusa, ma il suo cervello si bloccò. Questo blocco momentaneo del cervello fece molto bene a Juri che così evitò di pensare a Maria e soprattutto a Francesco. Tutta la sera i suoi pensieri tornarono a quando era piccolo e giocava a nascondino in campagna, quei pensieri riuscirono a renderlo allegro.
Quando andò a letto l’orologio faceva le due e Juri non riusciva a dormire: si rigirò nel letto per un’ora e poi si ricordò della sua mano… Questa volta, forse per la distanza dall’ultima, provò molto piacere.
Il mattino dopo si svegliò molto tardi e il suo primo pensiero fu Maria. Doveva chiederle scusa per il comportamento di ieri sera. Passò tutta la mattinata a cercar di rintracciarla, ma il telefonino era spento e a casa non c’era. Voleva per forza parlare con lei, sapeva che il suo comportamento non era stato bello e non voleva perdere Maria come amica, anche se il dolore provato ieri sera gli fecero cadere tutti i suoi dubbi sul sentimento che provava per la ragazza: AMORE!
Quando perse ogni speranza di rintracciarla nella mattinata, il citofono di casa sua suonò.
Chi è?” rispose Juri seccato.
Sono Maria
questa volta era veramente stupito, tutti si aspettava fuorché Maria.
Cosa vuoi?
Mangiamo insieme?
Sali, che preparo la pasta
Maria salì e mentre Juri cucinava si scambiarono poche parole di routine. Non c’era tensione tra i due, ma consapevolezza.
Consapevolezza che in questo pranzo si sarebbe chiarita la storia.
Dopo il caffè la situazione rimase di stallo, nessuno dei due voleva cominciare a parlare. Ma qualcosa doveva accadere, allora come per incanto cominciò Maria:
Sai, ieri mi sono arrabbiata molto con te.” Disse Maria decisa.
Sì, ti devo delle scuse…
No, aspetta fammi finire…

Ho capito la tua situazione, tu hai paura. Paura che questa storia rovini la nostra amicizia e questo ti ha fatto provare un sentimento di gelosia, ma ti dico di non preoccuparti, perché Francesco è un bravo ragazzo e ha una mentalità molto aperta. Lo sai che odio i ragazzi gelosi. E’ normale, Juri, non preoccuparti anche io in una situazione del genere sarei gelosa.
Queste donne ti stupiscono“, pensò Juri, “è proprio vero che non conosco l’altro sesso.” Maria era lì, sorridente che aspettava una sua risposta. Mentre Juri era lì pensieroso che non sapeva cosa dire. Decise di accontentare la ragazza che amava.
Hai ragione…” Queste due semplici parole provocarono in Maria una gioia irrefrenabile, che sorridente gli diede un bacio.
Ho già in mente tutto!” Disse euforica Maria.
Cosa?” Rispose Juri molto preoccupato.
Stasera ceniamo tutti e tre insieme!
Chi?” Rispose Juri ancora più preoccupato.
Io, tu e Francesco!” Gridò Maria.
Io, tu e Frances… Come?Juri voleva rispondere con un secco no, ma dalla sua bocca uscii solo uno stentato sì.
Come sempre Maria scomparì nella città e lo lasciò pieno di paure e di dubbi.
Venne la sera, e con la sera vennero Francesco e Maria. La cena in tre fu apparentemente simpatica, ma Juri non si divertì. Studiò per tutta la sera il pretendente al cuore della sua amata e quello che non poteva sopportare era che gli fece subito un’impressione di bravo ragazzo: simpatico, cordiale, bello… Forse in una situazione normale sarebbero diventati anche dei buoni amici, ma in questo momento provava solo rabbia nei confronti di Francesco, e ogni volta che si avvicinava a Maria voleva picchiarlo.
La serata che al termine poteva definirsi tranquilla fu annoverata nei suoi ricordi come qualcosa di spiacevole. Così quella sera, prima di andare a letto e prima di far scendere giù la mano, Juri decise di dimenticare Maria.
Nel periodo che seguì Juri cerco di vedere sempre meno Maria e di non pensare a lei, ma non ci riuscì. Anche perché la ragazza sembrava passare più tempo con lui che con Francesco. Juri cercò di diventare più scorbutico, ma non ci riuscì, perché quando ami una persona non vuoi vederla soffrire e Maria ad ogni suo atteggiamento scorbutico soffriva. Così dopo un estenuante tira e molla Juri si accorse di non riuscire ad allontanare Maria.

Continua sul Diario di bordo (chia sventurate nasce afflitte more)…

Solstizio d’estate nella chiesa di San Leonardo di Siponto 22 Giugno 2007

Posted by Gaetano in Non ci facciamo mancare niente.
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Capolavoro dell’architettura romanico pugliese, l’abbazia di San Leonardo di Siponto, situata nel comune di Manfredonia era luogo di riposo e di ristoro dei pellegrini che si recavano verso la montagna del sole, in visita alla grotta dell’arcangelo.
Riprendo la descrizione trovata sul sito Garganoverde:

Al pellegrino che arrivava sul Monte Aquilone in cima alla salita di Santa Lucia, dopo aver attraversato la pianura arsa e deserta, le cupole di San Leonardo dovevano apparire come un’oasi di refrigerio.
Intorno a San Leonardo confluivano i pellegrini provenienti dalle regioni tirreniche i quali, attraversato il Vallo di Bovino e le sconfinate pianure del Tavoliere, giungevano alle radici del Gargano. Arrivavano anche quelli che, provenienti dalle regioni adriatiche, preferivano accostarsi al Gargano dalla parte di Siponto seguendo la strada pedemontana che da Civitate tagliava per la pianura lungo i contrafforti meridionali del promontorio.
Nient’altro giustifica l’esistenza di un complesso così imponente e bello al di fuori della strada che lo costeggia, percorsa da genti diverse provenienti dalle contrade più lontane, tutte dirette verso l’antro posto in cima al Monte Gargano dove alla fine del sec. V era apparso l’Arcangelo San Michele. Continua…

Ogni solstizio d’estate, verso mezzogiorno, in quest’abbazia avviene un interessantissimo fenomeno luminoso: dal foro gnomonico, situato nella cupola, un raggio di luce si proietta all’interno della chiesa, rendendo ancora più mistica questa antica abbazia garganica…
Due giorni fa, come tutti gli anni, numerosi devoti e curiosi vi si sono recati, per ammirare il fenomeno. Eccovi il video del solstizio di quest’anno:

Mi duole constatare che, come ogni anno, questo fenomeno è stato letteralmente snobbato dai media, che hanno preferito parlare del raduno di Stonehenge in Inghilterra (guarda il servizio sul TG1), che di ciò che è accaduto in casa nostra.
A questo punto la domanda è lecita, perchè raccontare avvenimenti che accadono a molti chilometri dal nostro paese e che non fanno parte della nostra cultura, che di celtico ha ben poco? (non me ne vogliano i signori leghisti) Perchè non parliamo anche delle bellezze del nostro maltrattato paese? Cosa hanno di più di noi oltre manica? I polsini?
Esterofili probabilmente… Coglioni sicuramente…

Quando le dichiarazioni diventano vignetta 22 Giugno 2007

Posted by Gaetano in L'Eco di Dionisio, Post politicamente scorretti.
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Direttamente dall’Eco di Dionisio: