Teoria della conversazione dei deficienti: discussione 30 Settembre 2007
Posted by Gaetano in Scienza e applicazione al cazzeggio.16 comments
Dopo questa subdola provocazione, sentendosi messo in causa, l’amministratore del blog Lupo Sordo, autore del libro “La parabola depressiva dei tifosi del Foggia. Dall’era Catuzzi ai giorni nostri“, sapendo la scarsa propensione verso la matematica dell’illustre direttore teorizzò una formula matematica per zittirlo una volta per tutte e per poter gridare ai quattro venti la totale deficienza del direttore. La formula, conosciuta ai più come la teoria delle curve di deficienza enuncia che
un deficiente che parla da solo è uguale aDPS = (2 * 1/2D) + SQ
Dove,
DPS = Deficiente che parla da solo;
1/2D = mezzo deficiente;
SQ = Salto di Qualità.tutto ciò è riportato nel grafico della cretineria, dove la curva del deficiente che parla da solo, prende una direzione dritta verso il punto M (Manicomio).
L’infido studioso direttore, non potendo replicare alla geniale equazione dell’illustre Lupo Sordo, si nascose dietro alla sua ignoranza matematica e si affidò ad altri suo colleghi, pronti a screditare il già citato amministratore del Diario di bordo.
Non passò tempo che lo scienziato di fama mondiale Corrado, autore del libro “Tanto va la gatta al lardo che ci mette lo zampino: ridatemi per favore la mia mano“, rispose alla teoria della curva di deficienza con un suo teorema matematico:
“Secondo me la deficienza totale di 2 mezzi deficienti che parlano è equivalente alla deficienza di un singolo pieno deficiente con deficienza quantica pari alla radice della somma quadratica delle singole deficienze dei due individui mezzi deficienti.
Famo un esempio:
Deficienza Peppe = 3
Deficienza Corrado = 1.5
Deftot = Radice(3^2+1.5^2)
pari a circa 3.35
Un bel punteggio ma neanche lontanamente paragonabile al Q.D. (Quoziente di Deficienza) del direttore!!”.
Ma la comunità scientifica, inizio a fremere per il dibattito e fu così che l’ingegnere Peppino, autore del libro “Il diametro del pelo di Lucio Dalla: teoria, misure e dati di studio“, entrò nella discussione e cercò di sviare tutta la comunità scientifica con la sua rivoluzionaria teoria, che, a detta sua, rende obsoleta la teoria Corradiana e riprende quella Lupo Sordiana, ma con ulteriori precisazioni. L’ingegnere afferma che
La curva del deficiente che parla da solo, poiché si evince che segua traiettoria rettilinea al punto M (manicomio) altro non è che la derivata nel punto di conversazione della curva esponenziale del deficiente semplice. Poiché abbiamo due soggetti mezzi deficienti allora ciò che dobbiamo guardare sono due esponenziali che procedono più lentamente poiché hanno all’esponente il fattore 1/2 già citato, naturalmente moltiplicati per la loro rispettiva costante di deficienza NP (naturale e personale). A questo punto basta graficare le curve in questine e vedere se l’intersezione tra le due curve di deficienza dei due interlocutori coincide (o quantomeno si avvicina) al punto di tangenza della retta del deficiente che parla da solo con l’esponenziale del deficiente semplice. Se ciò non vi soddisfa, raccogliete dati sperimentali (e la cosa non vi sarà molto difficile!) e interpolate in una qualche curva a vostro piacere…
A tutt’oggi l’amministrare del Blog, non ha capito bene questa teoria e ogni volta che la rilegge gli viene un mal di testa. Ma lui amante della scienza a misura di uomo e autore del famoso libro, “L’ABC della scienza: dalla scoperta dell’acqua calda alla teoria del cervello leghista” cercò di dare una valenza umana alla discussione realizzando la sua personale teoria che chiamò Maurone.
Tracciando un’ipotetica linea X, che parte da un punto A, per arrivare al punto M (manicomio), nel frattempo facciamo partire la curva DPS (Deficiente che parla da solo), che prima di arrivare al punto M si incontra con la curva DPS (2) che passava lì per caso, nel frattempo la curva LC (Lupo Cattivo), incontra la curva KR (Crotone) e gli chiede: “hai visto la curva CR (Cappuccetto Rosso)?”, la curva KR rispone: “L’ho vista parlare con 2 curve DPCR (Deficienti che parlano con Cappuccetto Rosso)”. Nel Frattempo le due curve DPS fanno amicizia e si trasformano in curve DA (Deficienti Amici), perché non parlano più da sole, e scoprono di amare il punto TS (Tony Santagata) e cambiano traiettoria verso il concerto del punto TS. Nel frattempo, nel punto M (Manicomio) ci sono i punti D (Dottore) e IS (Infermiera Sexy) che, stanchi di aspettare vanno nel punto MVDTS (Mega Villa del Dottore che Tiene i Soldi), dove il punto IS, pensa questo me lo sposo… ma stiamo uscendo fuori tema…
CHIUDO LA DISCUSSIONE, AFFERMANDO CHE: I DUE MEZZI DEFICIENTI CHE PARLANO ASSIEME AL DEFICIENTE CHE PARLA DA SOLO, NON POSSONO COMPETERE AL LIVELLO DI DEFICIENZA DI CHI HA PARTECIPATO A QUESTA DISCUSSIONE!
Se qualcuno ha qualcosa in contrario a questa teoria, parli adesso o taccia per sempre!
Il giudizio universale 27 Settembre 2007
Posted by Gaetano in Economia e marketing del duepuntozero, Storie.29 comments
San Pietro: E’ il suo.
Gesù: Passa la scheda.
San Pietro: Eccola, si chiama Lecter. Hannibal Lecter.
Gesù: Vediamo un po’… No, non va bene… Qui dice che uccidevi le persone e le mangiavi… No, non posso lasciarti passare.
San Pietro: Ma dai! Aveva fame! Poverino… Vorrei vedere te al posto suo!
Gesù: Piero! Non è possibile che difendi tutti! Questo ha ucciso le persone e le mangiava!
San Pietro: E dai! Chi è senza peccato scagli la prima pietra.
Gesù: Innanzi tutto questa è mia, poi lui ha peccato!
San Pietro: Abbiamo fatto passare Hitler, perché lui no.
Gesù: Hai fatto passare Hitler. Io non lo volevo!
San Pietro: Sì, ma adesso ti è utile. Ti suggerisce le mosse quando giochi a Risiko!
Gesù: Io a Risiko vinco da solo!
San Pietro: Se, vabbé. E’ facile con la moltiplicazione dei carri armati. Chiama tuo padre e vediamo che dice.
Gesù: No, per carita! L’ultima volta mi ha fatto una partaccia! Pensa gli ho mandato Berlusconi, gli ha rubato tutto l’olio d’oliva e ha cominciato ad ungersi…
Si volta verso Letcer.
Gesù: Allora, prometti che non mangerai nessuno?
Lecter: fffff
Gesù: Lo prendo per sì, vai.
Si rivolge verso San Pietro
Gesù: Senti Piero, quanto è vero mio padre, il prossimo me lo fai mandare giù. Avanti chiamalo!
San Pietro: Lupo Sordo!
Gesù: Vediamo la scheda. Non ha commesso omicidi, fedina penale pulita… Vai in chiesa?
Lupo Sordo: No.
Gesù: Porca miseria è perfetto.
San Pietro sorride soddisfatto.
Gesù: Ti ho visto Piero! Prima che il gallo canti 3 volte ti tolgo quel sorriso idiota dalla faccia!
San Pietro: Impossibile. Abbiamo fatto ieri il pollo e sono finiti i galli.
Gesù: Come sono finiti i galli?
San Pietro: Te l’ho detto di moltiplicarli prima dell’apocalisse che ci sarebbe stata gente.
Gesù: Vabbé, poi chiedi a Noè se ne ha un paio.
Si volta verso Lupo Sordo.
Gesù: Allora, torniamo a noi. Sei perfetto… Non so che dirti. Mangi maiale?
Lupo Sordo: Certo.
Gesù: Allora ti mando da Maometto.
San Pietro: No, non si può.
Gesù: Come non si può?
San Pietro: E’ impegnato a spiegare a Bin Laden che non può andare in paradiso.
Gesù: Uh… Come l’avrà preso?
San Pietro: Non bene.
Gesù: Si sa che ha un carattere esplosivo.
Si volta di nuovo verso Lupo Sordo.
Gesù: Passiamo a noi. Pare che ti devo lasciar passare. Non hai niente che ti distingue dagli altri, dalla gente che frequenti?
Lupo Sordo: Ho un blog!
San Pietro: No!
Gesù: Piero! Per favore, non ti intromettere! Allora hai un blog? Sei di quelle persone che scrivono su internet e ne vanno fiere. Hai anche successo?
Lupo Sordo: Discreto.
San Pietro: No!
Gesù: Ah! Ha anche successo lui e scommetto che hai pure un sacco di commenti.. Non passi! Vai giù!
San Pietro: Aspetta! Ragiona un attimo, è un bravo ragazzo.
Gesù: No, va giù. Così la prossima volta impara a non linkarmi!
All’inferno.
Satana: Anche tu hai un blog?
Lupo Sordo: Sì.
Satana: Io ho cercato di spiegargli che non facevo scambio link, ma non c’è stato verso…
Durante la stesura di questo post, stranamente, mi si è impazzita la tastiera del computer… Lo devo prendere come presagio?
Incontri ravvicinati del nonno tipo 26 Settembre 2007
Posted by Gaetano in Economia e marketing del duepuntozero, Storie.18 comments
Complice il cambio di percorso della linea numero 2, per via di una manifestazione, ho dovuto ripiegare sulla linea 8. Linea che porta ad una casa di cura per anziani, cosa che ha fatto sì che nell’autobus ero l’unico sotto gli anta.
Vicino a me c’era un vecchietto che, uomo d’altri tempi, nonostante il suo equilibrio non irreprensibile, si alzò e fece sedere una signora poco più giovane di lei ma, sicuramente, messa meglio fisicamente.
L’anziano signore, una volta alzato, si avvicinò molto di più a me e quando mi vide bene, pronunciò una frase in codice: “ho sbagliato ad alzarmi, adesso devo stare attento al portafoglio!“.
Premetto che la cittadina è tranquilla, ma ogni tanto qualcosa può capitare. Ma in quel bus pieno di gente parmigiana sopra i 50, mi è parsa molto strana la sua affermazione e mi è parsa ancora più strana che, mentre diceva la fatidica frase, osservava attentamente il sottoscritto.
La cosa poteva finire lì ma, non contenta, una simpatica vecchina, comincia ad annuire alla sua frase ebaffonda il colpo: “ci sono questi giovani che poi non so cosa ci fanno con i soldi che rubano…“. Ripeto ero l’unico sotto gli anta in quel bus, indi per cui la frase molto probabilmente era rivolta a me. Queste due semplici affermazione scatenarono tutto il “lato sud” dell’autobus, ogni vecchino con il suo aneddoto ed ogni vecchino mi guardava con fare sospetto.
Mi accorsi che l’aria nel “lato sud”, per me, stava diventando irrespirabile, quindi mi sposto sul “lato nord” e mi avvicino ad un’altra vecchina, che si gira, mi squadra dalla testa ai piedi e con fare sospetto, proteggendo la sua borsa di inestimabile valore si allontana, coinvolgendo nel discorso l’intero “lato nord”.
Dopo che tutti i passeggeri dell’autobus, mi avevano squadrato ed erano arrivati alla conclusione che i giovani d’oggi borseggiano sui mezzi pubblici e che se si va a Milano non sembra di stare più in Italia, decido di scendere qualche fermata prima onde evitare di essere linciato da un orda di pensionati.
Carriera direttiva per una catena della GDO che non m’hanno voluto dire. Chissa perchè? 25 Settembre 2007
Posted by Gaetano in Piazza caduti del lavoro.10 comments
Non volevo raccontarlo questo colloquio, per via della sua inutilità. Ma ho deciso di farlo comunque, così, solo per esorcizzare la mia ricerca.
L’opportunità è buona: Direttore di un centro commerciale, con annessa possibilità di poter tapinare le commesse bone. Ma prima di arrivare alla figura di megadirettoredistaceppa, c’è un iter che comincia dalla figura di spugnetta per i francobolli, passa a quella di parafulmine umano e va a finire all’ufficio sinistri.
Praticamente il megacentrocommerciale ha dato mandato ad un agenzia di lavoro per selezionare gente valida da far fare un ulteriore colloquio nell’ufficio delle cento piante di cactus e delle poltrone di pelle umana. Così oggi alle 15.00 mi sono ritrovato in un’agenzia di lavoro a compilare la solita e inutile scheda e a dire all’aliena che io sono fatto per comandare, sono un capo vero! Qualsiasi cosa mi chiedeva la gentile signorina che parlava a bassa voce e che facevo fatica ad ascoltare io l’avevo. Hai carattere? Sti cazzi (Non è vero che ho carattere, almeno come intendono loro. Ascolto sempre l’altro punto di vista e cerco di arrivare ad un compromesso per far felice un po’ tutti, anche quando questo compromesso svantaggia me). Ci vuole pazienza: sei paziente? Cavoli che sono paziente (Questo è vero. E’ una delle poche doti che mi si riconosce). Sai coordinare più persone? Corbezzoli! A scuola mi chiamavano il coordinatore (Menzogna bella è buona, non ho mai coordinato nessuno e non so se sono capace).
Così ad oggi non so se sono un vero capo e la mia faccia, tipica da bravo ragazzo, non mi aiuta di certo. Penso che la tipa mi abbia immaginato in balia di commessi/e che pretendono ferie a Natale e di uscire prima il sabato e io, tipicamente buono, per farli contenti gli concedevo anche la tredicesima anticipata!
Secondo me loro cercano un Mussolini, un Hitler o uno Stalin e non sanno che farsene di un Ghandi e allora tenevi i vostri dittatori che io vado a farmi picchiare dagli inglesi…
Emozioni 24 Settembre 2007
Posted by Gaetano in Musica popolare del Gargano.12 comments
Vuije che vulite da me
che quanne vidite a me vuije ve ne jate
li porte e li fenestre vuije chiudite
cara Nennela aprite porte e fenestre
che da qua c’havite l’amante vostre
quidde ch‘avite fa’ facite ‘mpreste
che lu tempe e la morte c’accosta
e tanne ije te lasse a te cara Nennella
quanne a morte me vene ‘nda ‘na fossa
Sarò buono con voi e vi posto anche un video di Antonio Piccininno (classe1916), così per farvi ballare un po’ (purtroppo l’audio lascia a desiderare).
Mi emoziono sempre a vederlo!
Per la traduzione del sonetto vedi i commenti.
Intervista a Giulio Santagata 23 Settembre 2007
Posted by Gaetano in Post politicamente scorretti.17 comments
Oggi il Diario di Bordo da mero blog si trasforma in giornale, con un’intervista ad uno dei ministri cardini di questo governo: Giulio Santagata, ministro per l’attuazione del programma…
Buona giorno signor ministro, le chiedo scusa per l’intervista fatta di domenica mattina.
Non, si preoccupi, noi qui ci siamo tutti i giorni. Abbiamo una missione da compiere, per il bene dell’Italia.
Veniamo a lei, leggo dalla sua scheda che è nato a Zocca? Lo stesso paese di Vasco Rossi.
E sì, avevo iniziato a suonare con lui negli anni ‘70. Poi mi sono laureato e ho deciso di intraprendere la carriera di consulente.
Qualche rimpianto?
Eh… Ogni tanto lo chiamo a Vasco, ma non riesco mai a capire cosa mi dice. Per carità, capisco le parole, ma non riesco ad attribuirne un senso.
Sempre dalla sua biografia, leggo che è stato consulente economico di Romano Prodi.
Sì, praticamente accompagnavo la moglie a fare la spesa e sceglievo i prodotti con lei per far quadrare il bilancio familiare. E’ stata dura, ma con una buona accortezza ce l’abbiamo fatta.
Ma passiamo ad oggi. Non tutti gli italiani hanno capito il suo ministero. Può spiegarlo in due parole?
In due parole è difficile. Diciamo che controllo che le promesse fatte in campagna elettorale siano attuate.
E come fa a controllare?
Mi apposto nei corridoi e ascolto le chiacchierate dei politici su come è andata la giornata.
Lei sta dicendo che questo è il suo metodo di controllo? E al consiglio dei ministri?
Ci vado ogni tanto. Ma non si capisce niente! Tutte a litigare, tutti ad accusare che il programma non è stato attuato e poi vedono me.
E lei come fa a mettere calma?
Mettere calma??? Ma stiamo scherzando!? Io mi nascondo dietro a Mastella.
Allora ha un buon rapporto con il Ministro della Giustizia?
Un attimo… Mastella è Ministro della giustizia???
Sì, Onorevole. Non lo sapeva?
Oh, cazzo… Allora… Quando Romano mi ha detto… Non era una battuta!
Perché, secondo lei cosa faceva Mastella nel Consiglio dei Ministri?
Pensavo che lo avessero messo lì, perché non lo voleva nessuno… Ma è sicuro che non scherza? Mica mi prende in giro? Ma si rende conto di quello che dice?
Onorevole, fino a prova contraria le domande le faccio io. E poi sono certo di quello che dico.
Assurdo, ancora non riesco a crederci…
Passiamo al suo ministero. Pare che all’estero ci prendano un po’ in giro perché abbiamo un ministero per l’attuazione del programma?
Vero? Dice che all’estero ci prendono in giro?
E sì Onorevole, in democrazia è l’opposizione che dovrebbe controllare se la maggioranza mantiene le promesse.
Ah! Ecco perché quando ho organizzato il summit mondiale dei Ministri per l’attuazione del programma non è venuto nessuno! Ma perché non mi dicono niente!
Ad oggi quanti punti programmatici sono stati rispettati?
Con questo, stiamo rispettando perfettamente il tabellino di marcia.
Prende una cartelletta, cancella “eliminazione del precariato” e ci scrive su a penna “Intervista con Lupo Sordo”
Ma Onorevole, cosa sta facendo?
Senta, che rimanga tra noi. Io non sono pagato come gli altri. A me mi pagano a provvigione, cioè ogni punto programmatico attuato mi becco la provvigione. Non posso aspettare che questi rispettino sto programma allora me lo cambio a piacimento.
Ma così lei falsa quello che dovrebbe essere il suo lavoro?
Aspetti un attimo… “Falsare il lavoro del Ministero per l’attuazione del programma”. Ecco che un altro punto è stato rispettato!
No! Sono disgustato, andrò a denunciare il fatto su tutti i giornali!
“Difendersi dalle denunce di Lupo Sordo”… Senta può dirmi quando, lo fa questo? No, perché la prossima settimana abbiamo il programma pieno… Forse la posso mettere Martedì, mi rimane un posto…
Alle quattro sono libero.
No, mi dispiace ma alle quattro dobbiamo annuire a ciò che dice il papa. Facciamo alle cinque e mezza?
Vada per le cinque e mezza.
Cinque e mezza: “Difendersi dalle Denunce di Lupo Sordo”.
Grazie per la collaborazione, mi può mettere una firma qui.
Devo portare qualcosa?
Non si preoccupi pensiamo a tutto noi.
Succede solo ai blogger 22 Settembre 2007
Posted by Gaetano in Economia e marketing del duepuntozero, Storie.10 comments
Sono entrato ho dato al tipo la chiavetta con il file, lui l’ha messa nel suo computer e l’ha stampata, poi mi sono addentrato nel negozio e ho scelto una bella cornice blu che cascava a pennello con l’azzurro del mare…
Il fotografo mentre stampava la foto vedeva con estrema attenzione lo sfondo: “ma questo sfondo l’ho già visto da qualche parte…“
Io: “probabilmente è stato in vacanza lì, è Rodi Garganico, sul Gargano“
Fotografo: “No, impossibile, mai stato sul Gargano“
La sua faccia si trasforma da curiosa ad interrogativa: “ma lei scrive su un blog?“
Io: “come?“
Fotografo: “sul Diario di Bordo? Sei Lupo Sordo! Sì, questa foto l’ho vista lì!!!“
Io: “E si m’ha beccato…“
Fotografo: “Cara vieni a vedere!! C’è Lupo Sordo!!“
Moglie: “Ha fatto un nuovo post?“
Fotografo: “No! E’ qui nel nostro negozio!!“
Moglie: “Oh! Veramente? Lo voglio vedere!!!“
Fotografo: “Guarda!“
Moglie: “Sei diverso dalla foto del blog, la facevo più vecchio. Sarà che non porti il cappello“
Lupo Sordo: “Ma no, quello è Antonio Piccininno, la foto è un omaggio ad uno degli ultimi custodi della Tarantello del Gargano...”
Moglie: “Ma che dice, si sa che voi, gente dello spettacolo fate il lifting“
Lupo Sordo: “Non faccio parte dello spettacolo!“
Fotografo: “Nonno!!! C’è Lupo Sordo!!“
Nonno: “Come? Sei diventato Orbo?“
Moglie: “No, non hai capito Lupo Sordo! Quello famoso! Quello che scrive su internet!“
Nonno: “Ma perché parli strano… Non ti capisco… Dove hai detto che scrive?“
Fotografo: “Aspetta un attimo che ti devo presentare mia figlia! CATERINA!!!“
Entra una ragazzina di circa dodici anni con l’apparecchio, fa un inchino e dice: “Piacere“
Lupo Sordo: “Piacere, ma non capisco tutta questa euforia…“
Moglie: “Hai visto che bellina? Senta, lei che è importante, non è che me la fa lavorare in televisione. Canta e balla, sa“
Lupo Sordo: “Signora, lei mi sopravvaluta, io sono una persona normale“
Moglie: “Ma dai che lei conosce sicuramente Pippo Baudo“
Lupo Sordo: “Pippo Baudo? Ma no! Le dico no ho mai visto neanche uno studio televisivo!“
Nonno: “Ma questo chi è? Il figlio della vicina?“
Figlia: “NO!!! Nonno!!! E’ Lupo Sordo! Quello che lavora con Costanzo!“
Lupo sordo: “Non conosco Costanzo! E se lavorassi con Costanzo, sicuramente gli avrei fatto fare qualche programma più intelligente!”
Fotografo: “Ma quanto è modesto! Nonostante la notorietà mondiale è rimasto ancora genuino… Mi piacciono le star come te“
Figlia: “Papà… Glielo posso chiedere?“
Fotografo: “Cosa tesoro…“
Lupo Sordo: “Guarda che non posso farti lavorare da nessuna parte in TV…“
Moglie: “Ma dai! Non fare il falso modesto“
Nonno: “Questi extracomunitari… Pare di non stare più in Italia...”
Lupo Sordo: “Ma dai non dica così, che non è vero“
Nonno Fotografo: “Che ha detto?“
Fotografo: “Ha detto che non è vero!“
Nonno: “Cosa non è vero? Mamma mia, questi giovani d’oggi“
Lupo Sordo: “Senta, mi faccia pagare che devo andare…“
Figlia: “Ancora non ti ho chiesto quella cosa…“
Lupo Sordo: “Dai, dimmi“
Figlia: “Mi fai un autografo...”
Lupo Sordo: “Per favore! Non sono nessuno!“
Mamma: “Possiamo farci una foto assieme… Così la faccio vedere alle mie amiche che muoiono d’invidia“
Nonno: “Ma tu durante la guerra dov‘eri? Mi sa che ci siamo visti lì“
Lupo Sordo: “Non era manco nato mio padre durante la guerra“
Nonno : “E chi ha parlato di guerra? Ah questa gioventù moderna!“
Fotografo: “Allora? Ce la concede questa foto?“
Lupo Sordo: “Ma no, dai! E poi come fa a vantarsi che nel blog non metto neanche la mia faccia“
Moglie: “CATERINA! Vai a prendere la macchina fotografica…“
Figlia: “Sta a casa!“
Fotografo: “Come sta a casa?“
Figlia: “Non l’ho portata…“
Moglie: “Quante volte ti devo dire di portare la macchinetta!! E se fosse venuto George Clooney?“
Lupo Sordo: “Ehm, scusate…“
Fotografo: “E che ti mando a fare a scuola!“
Moglie: “E scommetto che non hai portato manco il book fotografico da dare al signore!“
Lupo Sordo: “Ehm, scusate…“
Fotografo: “E stia zitto lei! Sappiamo come si educa una figlia!“
Moglie: “Tutti uguali voi gente dello spettacolo! Volete insegnarci la vita, quando andate in giro in Ferrari!“
Figlia: “Scusa pà, ma non ci ho pensato“
Fotografo: “Viene Lupo Sordo in negozio e manco una foto riusciamo a fare!“
Lupo Sordo: “Ma io volevo dire…“
Moglie: “Dai, non piangiamo sul latte versato… Riesci ad arrivare a casa e prenderla“
Lupo Sordo: “Signora ma stiamo in un negozio che vende macchinette fotografiche!“
Fotografo: “Ma guarda questo! Come se non lo so cosa vendo!“
Moglie: “Tutte uguali queste star! Ha fatto bene a lasciarti Monica Bellucci!“
Lupo Sordo: “Ma veramente io non sono mai stato con Monica Bellucci“
Moglie: “See, come se non leggiamo i giornali! Prima ti sei divertito e poi neghi tutto! Hai spezzato il cuore a quella povera ragazza!“
Nonno: “Eh… Quanti cuori ho spezzato in gioventù…“
Fotografo: “E poi! La storia con quella nera! Come si chiama?“
Figlia: “Naomi Campbell…“
Moglie: “E brava! Hai visto che a scuola si impara qualcosa!“
Lupo Sordo: “Ma io non la conosco!“
Nonno: “E giovanotto! Bisogna essere fedeli… Io non ho mai tradito mia moglie… In Italia…“
Fotografo: “Nonno! Non ricominciare con la storia di tuo figlio nero e di quando hai fatto la guerra in Africa! Siamo stati l’anno scorso in Libia e a parte la dissenteria non abbiamo trovato niente!“
Figlia: “Ho avuto un’idea! Usiamo una macchinetta che abbiamo in negozio!“
Fotografo: “Geniale! Hai visto cara che i soldi spesi per comprare i libri sono serviti!“
Lupo Sordo: “E da un po’ che volevo farvelo notare…“
Moglie: “Senti, sei troppo strafottente. Non mi piace la gente che fa vedere di sapere tutto! Come quella volta che ti hanno fotografato con quella bionda a Roma… Hai fatto piangere Michel Hunzinker!!! Sei un mostro!“
Comincia a piangere.
Fotografo: “Hai visto? Hai fatto piangere mia moglie!”
Figlia: “Come quella volta che hai fatto piangere Ilary Blasi!!! Ha dovuto lasciare Totti per te!“
Fotografo: “Dai, facciamo questa foto e se ne vada. I mostri come lei non li voglio nel mio negozio...”
Fotografo: “Abbracci mia figlia… Sorridete… Bellissima!“
Moglie: “Una col nonno!!!“
Nonno: “Eh… Quando conviene c’è il nonno!! Ma non ci sarò ancora per molto!“
Fotografo: “No, nonno ti dobbiamo fare una foto con Lupo Sordo…“
Si mettono in posa.
Fotografo: “Qualcuno asciughi la bava al nonno.. Brava…“
Nonno: “Ma io a lei l’ho già visto… Dove abitava negli anni ‘60?“
Moglie: “Dai nonno lascia in pace Lupo Sordo che adesso deve fare una foto con me“
Fotografo: “Mettetevi di là… Dai Lupo toccagli le tette“
Lupo Sordo: “Ma no!“
Moglie: “Tutti uguali voi dello spettacolo, quando avete troppe donne, ecco che diventate gay…“
Ho aspettato che si sviluppassero le foto, le ho autografate tutte, prima col mio vero nome, poi loro hanno detto che non andava bene e ho usato il nickname… Me ne sono andato promettendo al nonno che gli avrei dato la rivincita della partita a bocce giocata nel ‘65 e con l’impegno di consegnare il book fotografico della figlia a qualche persona importante del mondo dello spettacolo… Ne conoscete qualcuno?
Agente immobiliare per una agenzia di franchising immobiliare 20 Settembre 2007
Posted by Gaetano in Piazza caduti del lavoro.10 comments
Ricomincio a carburare con i colloqui e in settimana mi è arrivata la solita telefonata dalla signorina aliena che mi annunciava di una visita di controllo presso un’agenzia immobiliare.
A dir il vero non ho mai pensato alle agenzie immobiliari come ad un mio sbocco professionale, però la ricerca di casa nei mesi scorsi, mi ha suggerito l’idea. Perché non provarci? Certo non è un buon periodo per il mercato immobiliare, ma la casa è uno dei pochi beni sicuri. Così rimasi con l’idea che si poteva fare.
L’occasione è arrivata con Monster, che mi proponeva un’offerta di agente immobiliare senza esperienza e da formare, così ecco che oggi vi racconto questo colloquio.
Mentre mi preparo, noto che, in tenuta professionale, faccio la mia porca figura. Già sono bello di mio (non accetto commenti da conoscenti per questa mia affermazione), ma in giacca e cravatta…
Arrivo con un leggero ritardo in sede aziendale, ma fortunatamente nessuno ci fa caso, mi presento e dico che sono lì per un colloquio. Mi danno una scheda chilometrica da compilare che mi fa perdere un buon quarto d’ora.
Mentre compilo ordinatamente l’inutile scheda arriva una telefonata che mi desta un po’: “No, la figlia del signor X è dentro a colloquio“… Sarà raccomandazione? Qualcuno avrà parlato della figlia del signor X a questi? Ed io? Io cosa ci faccio qui? Che senso ha compilare questa chilometrica scheda? Lascio perdere le domande, pensando che probabilmente se ci fosse stata una signorina raccomandata, figlia del signor X, l’agenzia avrebbe evitato di fare colloqui… Almeno spero.
Lascio i miei dubbi a momenti peggiori e m’immergo nella discussione di due impiegati dell’agenzia che avevano un gravissimo problema cosmico su come combaciare la loro pausa con quella di un proprietario che solo in quel momento poteva fargli vedere la casa. E mentre con complicati calcoli matematici cerco di sciogliere il dilemma, vengo destato dalla tipica aliena delle Risorse Umane, bionda, sorridente e cordiale: odiosa come tutte!
Mi dice di seguirla ed io non le guardo manco il culo (assurdo, non è da me). Mi lascio trasportare in una cameretta in fondo all’agenzia, dove mi accoglie il signor non ricordo come si chiama con una cravatta a fiorellini al limite dell’indecente…
Mi siedo e mi dice che possiamo darci del tu, cosa che mi mette in imbarazzo, perché sò tipo formale…
Incomincia la vivisezione: parla di te… Io non sono un gran oratore, specie se devo parlare di me… Gli volevo dire che ho un blog e che stasera avrei raccontato di lui; della sua cravatta orrenda del suo strano modo di mordere la matita e sporcarsi con le briciole di quest’ultima le sue labbra; della signorina delle Risorse Umane che fa sempre le stesse domande; che fra 5 anni non so ancora come mi vedo e se scriverò ancora su questo blog, che fra 10 anni spero di non raccontare più un colloquio; che se mi domanda adesso qual’è il mio obiettivo, viene da se che ti rispondo: trovare lavoro. Ma ho preferito raccontargli dei miei studi, dell’attuale esperienza lavorativa. Volevo anche dirgli che il mio sogno sin da piccolo era piazzare case, ma ho preferito essere me stesso.
Finito di parlare della mia insignificante vita (visto che non ho ancora avuto alcuna apparizione televisiva) arriva il domandone! Quello che ti spiazza, quello che ogni colloquio ne ha uno in mezzo a tante banalità: “Se avessi una bacchetta magica, quale lavoro ti piacerebbe fare?” Caro signore che gestisce l’immobile, se avessi avuto una bacchetta magica, ti pare che mi sarei messo a lavorare? Ma siamo seri! Mi sarei recato alla prima ricevitoria, avrei giocato al superenalotto, mi sarei sintonizzato su RAI2 la sera alle otto e con la mia bacchetta magica che mi costringe a lavorare avrei fatto uscire i miei numeri… Ma che domande! Ma poi arriva la seconda domanda spiazzante: “cosa fai per ottenere questo tuo sogno?” Oggettivamente niente, ho lavorato per quasi due anni nel settore dei giochi a premi e da allora ho un rigetto…
Esco con la convinzione che tanto male non sono andato e mi dirigo al bar accanto a prendere un caffè, dopo mezzo minuto entra anche il signore delle case e mi chiede se mi poteva offrire il caffè.
Probabilmente da lui non avrò un lavoro, ma almeno un caffè l’ho scroccato…
Complimenti vivissimi a Sonia che almeno lei ce l’ha fatta!!!
Quelli che… la sinistra 19 Settembre 2007
Posted by Gaetano in Post politicamente scorretti.18 comments
Quelli che questo governo è schiavo della sinistra estrema, oh yeah!
Quelli che questo governo è schiavo della componente cattolica, oh yeah!
Quelli che questo governo è schiavo delle poltrone, oh yeah!
Quelli che votano Prodi e si tappano il naso, oh yeah!
Quelli che sono stufi di tapparsi il naso, oh yeah!
Quelli che votano a sinistra perché “Che” Guevara era un bel uomo, oh yeah!
Quelli che “ah, ma c’è terrorismo e terrorismo.. Ah, ma il terrorismo di sinistra era diverso da quello destra”, oh yeah!
Quelli che non ci vedono poi tante differenze, oh yeah!
Quelli che non rimpiangono il muro di Berlino, oh yeah!
Quelli che ci vuole una nuova sinistra e poi fanno il Partito Democratico, oh yeah!
Quelli che hanno “Bandiera Rossa” come suoneria del cellulare, oh yea!
Quelli come Di Vittorio che interveniva a protezione dei braccianti pure quando non avevano la tessera del sindacato, oh yeah!
Quelli che fanno un post provocatorio su Kilombo per farsi cacciare, tanto si sa che a sinistra sono buonisti e nessuno lo caccia, ma vuoi mettere i contatti del blog, oh yeah!
Quelli che frequentano i centri sociali perché c’è il fumo buono, oh yeah!
Quelli che si presentano alle elezioni compatti uniti con un gran bel programma, con la promessa di mantenerlo e poi sappiamo tutti cosa succede, oh yeah!
Quelli che pensano che questo governo tanto di sinistra non è, oh yeah!
Quelli che dicono che la sinistra deve difendere la parte più debole della società, mentre parcheggiano la BMW in garage, oh yeah!
Quelli che uccidono un professore universitario perché vogliono fare un favore ai lavoratori, oh yeah! Ma chi ve la chiesto?
Quelli che la sinistra deve fare una politica ecologista e non fanno neanche cento metri senza macchina, oh yeah!
Quelli che tra quercia, ulivo, margherita più che una coalizione sembra un giardino botanico, oh yeah!
Quelli che fanno post qualunquisti sulla sinistra e poi scrivono che hanno fatto post qualunquisti sulla sinistra per poter evitare di essere accusati di fare post qualunquista sulla sinistra e dire ma io l’ho detto che ho fatto un post qualunquista sulla sinistra, oh yeah!
Onore a Cima, perché senza il suo post del primo maggio, col cavolo che mi veniva l’idea di questo post e di quello sul duepuntozero.







