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Concorso pubblico (3^ parte) 31 Gennaio 2008

Posted by Gaetano in Racconti a quattro mani alternate.
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La prima parte qui
La seconda parte qui

“Tzè! – ripeteva a sé stesso – ‘Ste donne del Nord non hanno proprio umiltà! Ma che credono? Che tutto sia loro dovuto?”. Non sopportava l’idea d’aver collezionato magre figure una dietro l’altra e pensava che, come prima sera nella sua nuova città, aveva avuto parecchia sfortuna. Nonostante l’arrabbiatura c’era in lui la curiosità di vedere il posto in cui avrebbe iniziato, dal giorno dopo, a condurre la sua vita. S’era deciso a fare un giretto per il centro e, in poco tempo, l’aveva visto quasi per intero: il Duomo, il Battistero, la Piazza, le vie più importanti. E gli piaceva. Di tanto in tanto gli ritornava in mente l’armadio a muro, l’arroganza con cui gli si era presentato e la spocchia con la quale aveva fatto montare Vania sulla propria Mercedes quando stavano per andarsene, sgommandogli praticamente in faccia. “Eh, certo – rimuginava –: c’ha il macchinone, lui…”.
Intanto, poco fuori dalla città, Bruno (questo era il nome dell’armadio a muro) aveva deciso di “parcheggiare”, per il consueto “menage” con Vania. Questa volta, però, la ragazza pareva non aver proprio intenzione di concedersi. “Ma insomma, mi vuoi dire cosa cazzo ti prende stasera?”, sbottava esasperato il gorilla. Vania restava in silenzio.
La faccia nel finestrino, gli occhi ben oltre quel vetro. Così come la mente, attraversata da dieci, cento, mille pensieri, tutti differenti, tutti in un momento: anche stasera vuole la stessa cosa ma che ci faccio qui però mi eccita quando fa il duro non sono una troja vorrei fare l’amore non solo sesso perché mi tratta così domani ho lezione solo due ore che fortuna ma perché penso a quel ragazzo nudo di oggi?
In mezzo a quel marasma, a quello status confusionale, a quella matassa così ingarbugliata che era il suo cervello in quel momento, Vania trovò una motivazione plausibilmente veritiera: “No, niente amore, è solo che domani inizio lo stage in Comune come Addetta Stampa e sono un po’ nervosa. Te l’avevo detto, ricordi?”.

La mattina dopo Biagio si svegliò di buon’ora. Doveva iniziare il lavoro quel giorno e ciò lo elettrizzava.
Sbagliò strada un sacco di volte, nonostante il percorso studiato nella cartina gli era sembrato facile, e rischiò di venire investito un paio di volte da allegre vecchiette in bicicletta. Chiese la strada a quattro passanti, nell’ordine: un inglese che non parlava una parola di italiano, un extracomunitario sul posto da pochi giorni, un vecchio che raccontò che quando era giovane non c’erano tutte queste macchine e un signore già ubriaco di prima mattina…
Nonostante la sveglia mattutina di buon’ora, riuscì ad arrivare in ufficio con 10 minuti di ritardo. Non appena il capoufficio lo vide, disse: “Tu sei quello nuovo?”
“Sì!”
“Oè, nani! Se fai ritardo già il primo giorno, non voglio immaginare cosa farai fra due anni”. Biagio si guardò intorno e pensò “Cu spacchju è ‘stu ‘Nani’? ‘U jucaturi ‘i palluni?”.
Il capoufficio lo mise a sedere sulla sua scrivania e disse: “Ora ti mando qualcuno che ti dice cosa devi fare. Sta buono, eh…” Rimase per ben 2 ore da solo a non far niente, finché arrivò una signora bionda e leggermente soprappeso.
“Tu sei quello nuovo?”
“Sì”
“Allora ’scolta, nano: io vado un attimo a fare la spesa. Sta’ buono, che quando torno ti dico cosa devi fare”.
Biagio si guardò intorno e pensò: “Nano!?!? Ma se sugnu ‘n metru e sittantascingu!”.
Passarono altre tre ore di noia mortale. Vide un sacco di volte il capoufficio vicino alla macchinetta del caffè a discutere di calcio con i colleghi, ma non si azzardò ad alzarsi per fare amicizia.
Ritornò la signora, che smorzò subito la sua felicità dicendogli: “Manca solo un’ora alla fine del turno. Sta’ buono lì, che in un’ora non t’insegno niente.”.
E così Biagio passò l’intera giornata a non far niente e non disse neanche niente, quando sentì dire al capoufficio che domenica prossima la loro squadra doveva andare in Sicilia per i tre punti…

Continua…

In contemporanea con L’Eco Di Dionisio

Sono stato nominato 30 Gennaio 2008

Posted by Gaetano in Economia e marketing del duepuntozero.
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Nominee
Carissimi lettori, carissime lettrici, carissimo Letta è con immenso piacere che vi comunico che il vostro blog preferito è stato nominato in ben due categorie dello Z-Blog Awards!
Mi troverete nella categoria come miglior z-blog e come miglior z-post!

Ma che cos’è lo z-blog awards?
E’ un concorso che premia i migliori tra i blog meno seguiti e quindi meno conosciuti.

Ma perché hanno nominato te?
Perché ho corrotto Sw4n, l’organizzatore di tutto.

Cosa vuol dire miglior z-blog?
Non lo so, ma mi piace.

Qual è il tuo post che è stato nominato?
Quelli che… il sud

Perché hanno nominato quelli che il sud e no un altro che mi piaceva di più?
Perché è l’unico post decente scritto in quasi un anno di blog.

Ma io sono leghista, perché dovrei votare un post che parla di sud?
Perché ce l’hai duro?

Ho visto che nella categoria miglior z-blog c’è anche il morso della vipera, perché dovrei votare te e lei no?
Perché lei ha detto che le tette sono le sue e poi incalzato nei commenti da me, non le ha fatte vedere. Io vi farò vedere le tette!

Senza offesa, ma penso che le tette della vipera siano meglio delle tue.
Siamo in due a pensarlo.

Ma se ti voto, io cosa ottengo in cambio?
Oltre alla mia gratitudine, assolutamente niente.

Mi hai convinto. Ho deciso di votarti. Come devo fare?
Devi compilare questo form e votare nei migliori z-blog TanuccioDiariodibordo e nei migliori z-post QuelliCheIlSud. Hai tempo fino al primo febbraio.

Ma c’è scritto che devo mettere il mio blog. Io non ho un blog!?
Allora sei una persona normale e non puoi partecipare a questi concorsi da psicopatici.

Adesso faccio il furbo e ti voto più di una volta.
Questo oltre a non farmi piacere, farà invalidare i tuoi voti.

Ma la vittoria di questo concorso avrà risvolti positivi sul tuo blog e sulla tua persona?
Nessuno, visto che ho letto i post di Sw4n e non si parlava di premi in denaro. Il mio blog forse avrà un paio di lettori in più, comunque la vittoria nelle mie categorie non mi farà avere più figa e contestualmente non mi farà abbandonare il mio status di ragazzo alla mano.

E allora perché ci chiedi di votarti?
Senti! Hai rotto le palle! Secondo me sei uno delle Risorse umane! Allora, per cortesia, vada a risorsare umanamente da qualche altra parte!

I 10 vantaggi del ritorno al potere di Berlusconi 28 Gennaio 2008

Posted by Gaetano in Post politicamente scorretti.
31 comments
Chi l’ha detto che con il ritorno al potere di Berlusconi, ci sono solo svantaggi? Io che sono una persona ottimista per natura ho scovato per voi dieci vantaggi che avremo al ritorno al potere del nano.

1. Ascoltando le cazzate di Berlusconi, avremo modo di scrivere e leggere dei gran post di satira.

2. La continua esposizione mediatica dello zio Silvio, ci permetterà di avere argomenti di conversazione tipo: la sua crescita dei capelli, la tonalità della sua abbronzatura, la scomparsa delle sue rughe.

3. Sul tg5 non andrà più in onda “l’indignato speciale”.

4. Quando andremo all’estero saremo al centro dell’attenzione.

5. La chiesa non farà più richiami al valore della famiglia, tanto quello che interessa a loro è non far sposare i gay, mica dare due soldi in più alla famiglia.

6. La mafia non esisterà.

7. Arricchiremo il nostro repertorio di barzellette.

8. La nostra ignoranza in matematica sarà giustificata da Tremonti.

9. Quando chiameremo al telefono la nostra dolce metà, non avremo più paura di essere intercettati e ci potremo concedere in mielose smancerie.

10. Non saremo più costretti ad imparare la differenza tra i tre poteri della democrazia, visto che saranno concentrati tutti in sol uomo.

Riprendo pieno possesso del mio spazio web 27 Gennaio 2008

Posted by Gaetano in Diario di sordo, Economia e marketing del duepuntozero, Post politicamente scorretti.
24 comments
Rieccomi qui a scrivere in questo sgangherato blogge, dopo la mia breve parentesi bolognese. Messi in riga gli “anarchici” tipo Albe e Mat e ringraziando Cristina che mi ha portato a spasso il blog, riprendo lentamente il possesso di questo mio angolo di web.

Si è comportato bene il mio afflitto? Avete avuto problemi con lui? Vi ha trattato bene?
Per qualsiasi lamentela vi rimando al servizio customer care del Diario di bordo. Risponderanno per voi alcuni ragazzi assunti a progetto e pagati da fame.

Bologna è una città che amo particolarmente. Bologna è la città della sinistra italiana, pensate che è talmente tanto comunista che al McDonald, nell’Happy meel, invece che i soliti giochi danno in regalo una copia de “Il Capitale” di Marx.

La sapevate la storia delle torri Bolognesi? Praticamente, in antichità, i nobili bolognesi, accoppiandosi sempre tra parenti, avevano dei problemi genetici che riguardavano le loro parti intime. Così per ovviare a questo scompenso, ognuno innalzò una torre di lunghezza inversamente proporzionale al loro pene. (n.d.a. Avviso per i ragazzini che sono capitati in questo blog e che devono fare una ricerca sulla storia della città felsinea. Sappiamo bene che questo è il reale motivo dell’innalzamento delle torri bolognesi, ma la storia ufficiale dice tutt’altro, e questa informazione non potrebbe essere utile a voi per prendere un buon voto in storia. Quindi vi consiglio di andare in biblioteca e fare una ricerca approfondita e, già che ci siete, potreste avere la possibilità di conoscere gente).

A Bologna ho fatto il mio secondo incontro blogger ravvicinato di 3° tipo. Ho conosciuto Sonia, ci siamo presi un aperitivo, raccontati le nostre (dis) avventure sul lavoro.
Ricordato Parma e brindato al lavoro e ai blog.
Bello dare un volto a dei caratteri letti su uno schermo! (n.d.a. Ho copiato spudoratamente il suo post). Comunque aggiungo di mio che è stato un bell’incontro, con una persona con cui sono stato subito a mio agio (mi capita raramente questo).

Il reale motivo della mia scampagnata bolognese, comunque è stata una visita medica, per il nuovo lavoro.
Io ogni volta che devo fare una visita medica ho sempre una sorte di terrore. Ho paura che il dottore mi trovi qualcosa e mi dica che ho solo pochi giorni di vita… Non ho un buon rapporto con i medici, citando Tiziano Sclavi, nel suo “Non è successo niente“, preferisco morire ignaro.

Per il lavoro, pare che si a tutto a posto. Mi hanno chiamato, dicendomi che i documenti sono in ordine, che la visita è andata bene e che mi richiameranno loro… Spero che non si ripetano esperienze passate. Voi nel frattempo incrociate i mouse.

Mentre mi dimenavo all’ombra delle due torre e camminavo sotto ai portici, il governo, è proprio il caso di dirlo, è caduto per uno sputo.

Tramite i giornali ho visto le manifestazioni di giubilo di certi parlamentari pagati fior di soldi da noi. Dimostrazione, se ce n’era il bisogno, che questa gente ci tiene un sacco alla poltrona. Con questa non voglio santificare quelli di centro-sinistra e mandare all’inferno quelli di centro-destra: alla poltrona ci tengono tutti… Però, farlo vedere in questo modo a tutto il paese, mi sembra come minimo di cattivo gusto.

Nel frattempo il buon S.B. mi ha nominato per un meme, e visto il carattere di questo post e la brevità del meme stesso, gli rispondo direttamente qui.

Chiuderesti il tuo blog?

Porca miseria! Certo che no! Sono stato off-line un paio di giorni ed è caduto il governo. Non voglio immaginare cosa succederebbe se chiudessi il blog!
Oddio, in realtà ho già scritto di questo argomento.

Un ultimo pensiero lo dedico alla giornata della memoria. Penso che in un mondo normale non serva un giornata della memoria. In un mondo normale, tutti i santi giorni ricorderemmo la Shoah.

MUUUAHAHAHAHAHAHAHAH! IL BLOG E’ MMMIOOOO! 25 Gennaio 2008

Posted by ledd in Economia e marketing del duepuntozero.
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Caro Lupo,

questo è un gentile omaggio che ti faccio in tua assenza. E’ poca cosa, ma credo sia giusto ringraziarti per quanto fatto in questi mesi per L’Eco Di Dionisio. Certo, lo stile di quanto leggerai è molto più simile ai famosi post di “Lui è peggio di me!” che ai dialoghi in cui ti cimenti tu… ma qualcosa mi dice che proprio a quelli ti sei ispirato… e poi, è ovvio che io sia “lantipatico” per forza di cose; lo impongono le circostanze, la mia posizione, il mio umorismo sarcastico.
Ma so che la pensi come Jack lo Squartatore: M’ACCETTI come sono.


Ciao, Lupo.

TUMBLR (a cavalcioni sopra lo stomaco del blog, prendendolo a pugni): Questo è perché ti credi più figo! E questo perché dici d’avere più link di me! E questo è perché sono bastardo dentro!
BLOG (ribaltando il tumblr e la situazione a suo favore): Ma v’afangule, trimo’! Prendi questo! E questo! E pure questo! Impara da chi è pieno di commenti!
TU: Invidioso!
B: Perdente!
TU: Idiota!
B: Barese!
TU & B: @#*!%&$£^?&$@#@#!!##£$!!!!!!
(si “logga” il Direttore (IR)Responsabile de L’Eco Di Dionisio ed entra in casa; i due non se ne accorgono nemmeno, impegnati come sono a darsele di santa ragione. Il nostro non fa una piega e assiste in silenzio)
TU & B: @#*!%&$£^?&$@#@#!!##£$!!!!!!@#*!%&$£^?&$@#@#!!##£$!!!!!!
ALBE (muovendosi in punta di piedi verso il centro della rissa e vicinissimo ai due, urlando): COS’E’ QUESTO DISORDINE!?
TU & B (presi di soprassalto): AAAAAAAAH!
A: Ragazzi non ci siamo! Cominciamo male…
TU: E questo chi cazz’è?
B: Come “chi cazz’è”? Non lo sai? È il Direttore del blog con cui sono gemellato, L’Eco Di Dionisio!
TU: Aaah, adesso mi ricordo… devo averlo sentito citare da qualcuno dei miei lettori…
B: Vorrai dire dei “miei” lettori…
TU (in tono strafottente): Eh! E io che ho detto? Dei MIEI lettori!
B: Vedi che provochi?! (gli si avventa contro) Ora te li do io i “tuoi” lettori, bastardo!
TU (riprendendo un vecchio film sul pugilato): Dai, su, forza, picchia! Picchia! Non fa male! Non fa male!
A (intervenendo con ancora in dosso l’elegante spolverino lungo e nero che è solito indossare per recarsi a lavoro): ‘Sti ragazzini d’oggi: non sanno proprio comportarsi! (li afferra entrambi per l’orecchio portandoli verso il divano)
B: Ahi! Ahi! Aaaahi! Direttore, la prego: pietà! È colpa di quel fottutissimo provocatore! Aaaaaahi!
TU: No, non è vero! Ahi! Ahi! Ahi! La colpa è sua che mi vuole discriminare! Ahi! Aaaaaahi!
A (li sbatte entrambi sul divano; poi estrae il suo portatile, fa apparire una scrivania virtuale con poltroncina, ci si siede sopra, si collega a internet e inizia a parlare): Non so se sapete perché sono qui… se non lo sapete, ve lo dico io: perché quel deficiente che v’ha creato dandovi la possibilità di sparare cazzate a nastro è momentaneamente fuori sede! Dunque, come da accordi, mi tocca occuparmi di voi due forse addirittura sino a domenica. Ora, mettiamo subito le cose in chiaro…
TU & B: ???
A: Lupo vi avrà certamente parlato (male) di me…
TU & B: (annuiscono in silenzio, ma con un’espressione che la dice lunga)
A: Immaginavo. Bè, state pure tranquilli…
TU & B: :-D
A: … sono molto peggio di quello che sembro!
TU & B: o_O
(entra Twitter)
TWITTER: Saluta @ tutti!
B: Oddio, è tornato quello scemo!
TU (canzonandolo): Saluta @ Twitter e salutimi @ soreta!
TW: Ha sentito ancora una volta le illazioni di Tumblr e lo manda nuovamente @ fanculo!
TU (provando ad alzarsi dal divano per iniziare a fare a botte): Sei morto, pagliaccio!
A: Provaci e carico in rete una foto con le vere fattezze di Lupo Sordo, dicendogli poi che ce l’hai messa tu. E vediamo quanto campi ancora…
TU: Non lo faresti!
B (mettendogli una mano sulla spalla e annuendo con la testa): Lo farebbe, lo farebbe…
A: Dagli ascolto, credi a me…
TU: Sporco ricattatore! (si risiede)
A: (guardando Twitter): Cazzarola, quasi scordavo che c’è pure quest’altro extracomunitario dislessico!
TW: È seriamente tentato di mandare @ fanculo il Direttore, ma sa che non gli conviene.
A: Tranquillo, è il pensiero che conta… SIEDITI!
(Twitter si siede sul divano, tra Tumblr e Blog)
A (dà un’occhiata al suo pc, poi si alza in piedi): Bene, vediamo di sveltire le procedure… AAAAAAAA-TTENTI!
(Tumblr, Twitter & Blog scattano sull’attenti)
A (iniziando a passeggiare davanti il loro naso, con le mani dietro la schiena e l’aria cattiva): Ma guardatevi: brutti! Grassi! Pelati! Che schifo! MERDACCE!
TU: Ma, Direttore…
A: SILENZIO! Tu! (rivolto a Blog) Sei assolutamente impresentabile! Questo weekend altro che poltrone e pranzi luculliani… TI FARÒ SPUTARE SANGUE, CAAAAAPITOOOOO?
B (terrorizzato, con un filo di voce): Ssss-sssìggggg-gnorsì…
A: Non ho sentito, Lucilla!
B: (cagato sotto, con sempre meno voce): Sssss-sssìggg-norsì, Ssssìgnore…
A: Non ti sento, Andreina! Più forte!
B (ormai allo stremo e in cerca di un paio di pantaloni puliti): Signorsì, Signore!!
A: Bravo, soldato. E ora, per cominciare, partiamo con tre quarti d’ora di corsa: quella panza deve SPA-RI-REEEEE! FUOOOORIIIIIII! SCATTARE!
(Blog si fionda fuori correndo come un disperato)
A: Tu! (rivolto a Tumblr) Sappi che i tossici non mi sono mai piaciuti, perciò… QUESTO SABATO SCORDATI DI ANDARE A COMPRARTI IL FUMO, CHIAAAAAAROOOOOO?
TU: M-m-m-m-ma, Signore! Veramente sono quelli che passano da me che me lo allungano…
A:AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHH!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
TU (atterrito): Mamma mia!!
A: A te serve un lavoro di rieducazione e disintossicazione dagli aspetti peggiori del comunismo! In cucina, a pelare quei sacchi di patate! MUOOOOOOOVERSIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!
TU: Signorsì, Signore!! (fugge a gambe levate)
A (rivolto a Twitter): Quando a te… (il Twitter di Lupo trema come una foglia; il Direttore si collega al suo e gli manda un “direct message” con scritto: “È lieto d’avere il Direttore a capo delle strutture informatiche e si rende disponibile per servirlo”)
TW: Chiede @ Il Direttore cosa gradisce per pranzo.
A: Farfalle panna e salmone, bistecca ai ferri con patate e coca alla spina. E per adesso puoi andare, che devo lavorare…
TW: Saluta @ Il Direttore e fa come Claudio Baglioni: se ne va fuori dai coglioni.
A: Ecco, bravo! Continua così e non avremo problemi, io e te…
(squilla il cellulare del Direttore)
A (rispondendo alla chiamata): Chi è che rompe?
LUPO SORDO: Albé, sono io!
A: Anch’io sono io, ma non vado certo a scassare le balle alla gente telefonicamente! Come la mettiamo?!
LS: Albé, sono io: Lupo!
A: Vale sempre quanto ho appena asserito! Cazzo vuoi?
LS: Volevo sapere come và lì, coi ragazzi…
A: Bene, benissimo! Non potrebbe andare meglio!
LS: Veramente?!
A: Sì, sì…
LS: Hai fatto da mangiare per Blog? Sai che se non mette niente nello stomaco, poi non ha forze e non è in grado di caricare la Home Page…
A: Tranquillo: dopo quello che gli ho riservato… pardon: preparato, và che vola, vedrai! TI SEMBRERA’ UNA FLAT!
LS: Ah, bene! E Tumblr? Gli hai portato almeno un pacco di sigarette? Se non fa due tiri poi va in crisi d’astinenza e c’è rischio che si deprime e si mette a piangere…
A: Impossibile: sono patate, non cipolle…
LS: o_O
A: … e se vuoi notizie di Twitter, ti dico subito che l’ho mandato a condurre un’inchiesta sui consumi: “Cosa mangiano a pranzo gli italiani di 26 anni direttori di riviste socio-culturali libere on line”! Al momento è in giro per mercati e botteghe…
LS: Ah, bella questa! Ma come ti vengono in mente?
A: Diciamo che mi metto d’impegno… bè, devo lasciarti, adesso: ho molto lavoro da sbrigare…
LS: Sì, anch’io: la mia padrona mi reclama… sai com’è…
A: NOH! Non lo so e non intendo saperlo! Salutim’a soreta!
LS: Anche tu… ah, dimenticavo! Forse rientro domani poco prima di sera!
A: Bene, così non devo fare da balia a questi tre ritardati fino a domenica! Ottima notizia! Ciao!
LS: Ciao… Ah, Albé…
A: COSA!
LS: … grazie. È una fortuna avere un amico come te, di cui posso fidarmi…
A: Sì, certo… Ciao, eh…

Concorso pubblico (2^ parte) 23 Gennaio 2008

Posted by Gaetano in Racconti a quattro mani alternate.
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La prima parte qui

Fissava immobile il nastro sul quale scorrevano le valigie del volo che l’aveva portato in quella nuova terra. Pensava. Adesso doveva andare in quella pensioncina vicino il centro – non poteva permettersi un hotel – per sistemarsi un attimo. Poi si doveva rinfrescare. E dopo sarebbe uscito a mangiare qualcosa – chissà come sarà la cucina? – ma prima aveva deciso di telefonare a suo padre, per dirgli che era atterrato e che poteva stare tranquillo.
La pensione era davvero piccina, ma a conduzione famigliare e, a una prima impressione, gli sembrava confortevole; certo, dopo una giornata così intensa, avrebbe dormito pure sui sassi… uscito dal bagno con l’asciugamano legato alla vita, si era seduto sul letto della sua stanzetta, rivestito del solo copri-materasso, e si divertiva a “testarlo”, facendoci rimbalzare sopra il suo posteriore. Dopo un paio di quei movimenti sussultori, s’era sdraiato, aveva mollato una sonora scoreggia e, improvvisamente e senza neppure rendersene conto, s’era appisolato.
Mentre sognava di Pantelleria, di sua madre e dei suoi amici gli era sembrato di sentire qualcuno bussare. Dopo un attimo d’incertezza, aveva aperto gli occhi: niente. Tutto taceva; doveva essersi sognato anche quello. Notato che s’erano ormai fatte le nove meno dieci, si era sbarazzato dell’asciugamano con un rapido movimento e stava per iniziare a vestirsi, prima che rischiare di rimanere a digiuno. E, proprio in quel momento, la porta della sua stanza s’era aperta. “Permesso, chiedo scusa, ecco le lenzuola pulite che… OMMIODDIO!”. Era Vania, la figlia dei padroni.
Era una graziosa fanciulla di ventun’anni, dagli occhi nocciola e i capelli castani, lunghi e lisci, che parevano usciti da un quadro per come lucevano. Studiava all’università, facoltà di Scienze della Comunicazione; di tanto in tanto, tra una lezione e un esame, aiutava i suoi alla locanda. Quando sua madre gli aveva detto di salire al primo piano, che c’era un ragazzo sprovvisto di lenzuola, non pensava fosse sprovvisto anche di indumenti intimi…

Dopo un attimo di sbigottimento, si coprì le parti intime con il primo indumento che gli capitò sotto mano: il suo maglione preferito. Vania invece si girò quasi subito di spalle per evitare ulteriori imbarazzi.
“Chiedo scusa – seguitava a giustificarsi lei –, avevo bussato più volte, ma nessuno rispondeva e allora…”.
“Non si preoccupi, signorina, cose che capitano”, replicava lui. E, con fare da vecchio “don Giovanni”, approfittava del momento d’intimità creatasi tra di loro, dicendo: “Non faccia così, suvvia! In fondo. non credo che abbia visto uno spettacolo così orrendo…”
La sfrontatezza del ragazzo faceva sorridere Vania che cercando subito di calmare i suoi bollenti spiriti, sentenziava: “Ho visto anche di meglio…”
Ma guarda questa! Ma come si permette, pensò subito lui… Quella semplice frase lo aveva ferito nel suo orgoglio mascolino.
“Comunque io sono Biagio, piacere”, Vania, fece un inchino, onde evitare di avvicinarsi all’uomo mezzo nudo di fronte a lui.
“Lavori qui?” Che domanda idiota, pensò, certo che lavora qui…
“Che domanda idiota, certo che lavoro qui!”. Stava collezionando una serie di magre figure e l’unica cosa che riuscì a fare era quello di congedare la ragazza.
Vania fu felicissima di togliersi da quella situazione imbarazzante e solo quando lei uscii, Biagio si accorse di quello che aveva fatto.
“Porca troia! Il mio maglione preferito!” Non gli piaceva l’idea che il suo maglione era rimasto avvinghiato alle sue parti intime per tutto quel tempo.
Decise di affrettarsi a scendere e si fece una doccia veloce.
In strada, più avanti, svoltato l’angolo vide Vania che pareva aspettare qualcuno. Le si avvicinò, con l’unico intento di ritemprare il suo orgoglio ferito.
“Cosa fai?” le disse, convinto che il suo fascino mediterraneo sarebbe stato irresistibile per la ragazza.
“Aspetto il mio moroso…”
Biagio annui, pur non sapendo cosa volesse dire la parola moroso. Si accorse del suo significato quando comparì un armadio a muro di due metri che baciò Vania e lanciò a lui un’occhiataccia.
“Questo è il signor Puglisi, un nostro cliente. Ci siamo fermati a chiacchierare”.
“Piacere”, disse l’armadio, mentre stritolava la povera mano di Biagio…
Vania fece un sorriso, salutò e i due si congedarono veloci nelle sera e mentre Biagio contemplava la coppia allontanarsi, cercava d’immaginare le parti intime del tipo paragonandole alle sue…

Continua…

In contemporanea con L’Eco Di Dionisio

Non gioco più me ne vado. 22 Gennaio 2008

Posted by Gaetano in Post politicamente scorretti.
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Da sinistra ci hanno fatto i maroni a cappella con il PD!
Da destra lo show del nano che creava partiti come io creo gas intestinali!
Ed entrambi a vantare percentuali da capogiro: chi diceva che aveva il 40%, chi il 90%!

Poi, un giorno arriva questo, si offende perché la maggioranza non lo ha difeso nelle sue vicende giudiziarie e con il suo 1-2% fa il bello e il cattivo tempo…

Da questo possiamo trarre alcune considerazioni:

  1. Che i primi non hanno capito un cazzo di politica;
  2. Che il voto di un elettore dell’UDEUR vale molto di più di un voto di qualsiasi elettore di centrosinistra;
  3. Che Mastella è un sacco permaloso.

Lite in famiglia 20 Gennaio 2008

Posted by Gaetano in Economia e marketing del duepuntozero.
29 comments
Lupo Sordo, ritorna a casa e trova davanti agli occhi una scena che non avrebbe mai voluto vedere: il suo blog e il suo tumblr a terra a darsele di santa ragione!

Lupo Sordo: Ragazzi! Cosa diamine state facendo?

I due, sentendo la voce di Lupo Sordo, fermano la contesa.

Blog: Ha iniziato lui!
Tumblr: Non è vero! Io non ho fatto niente!
LS: Non mi interessa chi ha iniziato, siete fratelli e dovete andare d’accordo.
B: Ma lui dice che ha più link di me! Diglielo che non è vero!
Tu: Non ho detto che ho più link di te, ho detto che ultimamente mi citano di più!
B: Sei un bugiardo! D’altronde solo questo mi posso aspettare da chi non ha commenti!
LS: La smettette! Nessuno ha più link dell’altro! E poi quante volte vi ho detto che i link non sono tutto nella vita!
Tu: Lo dici tu… Coi i link vengono le femmine.
B: Ma se non hai commenti! voglio vedere come puoi fare senza commenti…
Tu: Sì, non ho commenti, ma ho un archivio che tu manco te lo sogni.
LS: Cos’è questa storia delle femmine? Siete piccoli! Non avete l’età!

Nel frattempo si apre la porta alle loro spalle ed entra un quarto personaggio.

Twitter: Saluta @tutti!
B: Questo chi è?
Tu: E’ Twitter… Pensa che ha solo 140 caratteri…
Tw: Ha sentito le illazioni di @Tumblr e lo manda gentilmente a fanculo
B: Ma come cazzo parla?
Tu: I Twitter parlano strani… Mica sono italiani come noi, questi sono extracomunitari.
Tw: chiede a @Lupo Sordo di intervenire.
LS: Questo è vostro fratello! Non dovete trattarlo così!
B: Già mi devi far accettare a forza sto sgorbio che non ha commenti, mo devo pure sentire a sto coso che parla strano e usa solo 140 caratteri!
Tw: Manda a fanculo @Blog, perché oggi non lo ha ancora fatto.
B: Ragazzino, secondo me fai troppo il saccente! Mica sei come me che sta nella classifica di Blogbabel!
Tw: Chiede a @Lupo Sordo del perché non è presente nella classifica di Blogbabel
LS: Non hai le caratteristiche, non posso metterti.
Tu: L’ho detto che è extracomunitario. Anch’io sto nella classifica di Blogbabel!
B: Sì, ma in che posizione, non stai manco nei prime mille… Sei solo uno sfigato senza commenti!
Tu: Giovane! Le vuoi prendere ancora!
Tw: Manda a fanculo @Blog e @Tumblr, perché prova più gusto a mandarne a fanculo due!

I tre cominciano a strattonarsi.

LS: Adesso basta! Tumblr! Se non la finisci non seguo più il blog della Vipera!
Tu: No! La Vipera no! Ho bisogno dei suoi post ironici e taglienti, altrimenti non mi considera più nessuno! Sei un mostro!

Corre in lacrime in stanza sua.

LS: E ce n’è anche per te Twitter! Se non la finisci ti tolgo tutti i following!
Tw: @Lupo Sordo se Twitter non socializza è perduto!
LS: Lo so…
Tw: Cambia aria per non subire gravi conseguenza.

Se ne va anche lui…

B: Bravo Lupo, fagli capire a quelli chi comanda!
LS: Stai zitto anche tu, altrimenti passi a Splinder!
B:

U’ Zu Binnu ha dittu ca c’a fari ‘n favuri: c’a diri unni su i cimici 19 Gennaio 2008

Posted by Gaetano in Post politicamente scorretti.
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Cuffaro è stato condannato a 5 anni, però è stato scagionato dall’accusa di favoreggiamento a Cosa Nostra.
Ho appena visto la sua intervista al TG3. Dice più o meno Cuffaro: “Non sono stato condannato per mafia, perché i giudici hanno riconosciuto che all’epoca dei fatti, il 2004, la persona a cui ho passato le informazioni era una persona non condannata per Mafia e quindi irreprensibile”, poi si accorge di non aver usato il condizionale e precisa: “comunque non ho favorito nessuno.”

Ok, Signor Cuffaro… Mettiamo il caso che per lei questa persona non era un mafioso. Questa viene da lei e le dice: “U’ Zu Binnu (o qualche altro mafioso, tanto sono tutti assassini), ha dittu ca c’a fari ‘n favuri: c’a diri unni su i cimici” (questa me l’ha tradotta Albe)… Ma è normale che non si poteva sapere che il tizio era mafioso!
Scusate, arriva una qualsiasi persona che ti chiede un’informazione riservata sulla procura di Palermo, assieme a un pizzico di basilico per fare il ragù domenica, tu che fai? Non glieli dai?
Ah, scusate… Comunque non ha favorito nessuno. E poi sappiamo tutti che il ragù si fa con il prezzemolo.