Si continua a leggere 30 Maggio 2008
Posted by Gaetano in E che non si dica che non so leggere.7 comments
Di seguito vi propongo ciò che ho letto in questi ultimi periodi, preso pari pari dal mio account anobi…
Buona pagina culturale del Diario di bordo.
Don Camillo – Mondo piccolo
Giovannino Guareschi
Uno spaccato dell’Italia di una volta e della bassa, terra che prende la sua forza dal grande fiume.
Il libro è adorabile, la storia e personaggi sono magici. Guareschi mette nel sindaco Peppone, nel prete Don Camillo e nel Cristo che parla a quest’ultimo tutta la sua idea del mondo, a volte conservatrice e altre volte moderna, se si pensa alle storture della vita moderna nelle grandi metropoli.
Intramontabile.
In Patagonia
Bruce Chatwin
Chatwin racconta il suo viaggio nella terra del fuoco, attraverso gli aneddoti e le leggende che hanno attraversato questo luogo.
Un viaggio dove si incontreranno banditi, esploratori, rivoluzionari, allevatori, coloni, dinosauri e indios.
Bello e appassionante.
L’eleganza del riccio
Mauriel Barbery
Nascondersi dal mondo recitando lo stereotipo della categoria sociale di appartenenza. E’ quello che fanno Renée e Paloma, le protagoniste di questa storia.
Un libro che ti fa vedere la gente con occhi diversi, ognuno di noi può apparire quello che lo stereotipo della classe sociale di appartenenza ci fa sembrare di essere. Ma se si guarda con occhi indagatori, si scopre la vera natura delle persone.
Bel libro, dove la cultura e la filosofia sono viste come una via d’uscita.
Un porto sicuro
Danielle Steel
All’inizio quando ho visto il campionario di sfighe che proponeva questo libro, ho pensato che non avrei retto neanche due capitoli, poi mi sono ricreduto ed il libro si legge piacevolmente.
Entrerete in un mondo fatto di “lo guardò con molta gratitudine”, “è sempre molto disponibile con noi”, “ti sono veramente grata” etc…
Il personaggio della figlia è molto bello e ti trasmette tenerezza, la madre ti mette ansia e il pittore eremita maniaco è un uomo che non esiste (quasi un personaggio di fantasia).
Un appunto: 24 capitoli per darsi un bacio!
Piacevolmente pesante.
La ragazza di polvere
Michael Connelly
Un detective che torna al lavoro dopo tre anni di congedo, la sua collega nera, un omicidio commesso diciassette anni prima e un rompi coglioni agli affari interni. I personaggi funzionano poco e non ti lasciano niente, ma la storia regge e si legge con piacere.
Per la serie: gli americani sò forti!
Nelle stanze del potere 27 Maggio 2008
Posted by Gaetano in Post politicamente scorretti.12 comments
Pugnoduro: Ci sono novità? Ci sono novità?
Tagliafondi: Eh, stiamo cambiando il volto all’Italia! Stiamo andando forte!!
P: E lui? E lui?
T: Lui chi?
P: Lui! Il genio! Tremonti!!!
T: Ah!!! Guarda, lui è il migliore!!
P: Che ha fatto? Che ha fatto?
T: Ma non segui i discorsi in parlamento??
P: Naaa! Io ho il mio Intrepido, mi basta schiacciare sì mentre leggo… Ma parlami di Tremonti!
T: Si è impegnato con le banche e i consumatori per la portabilità dei mutui e la loro rinegoziazione! Da oggi le famiglie potranno cambiare il loro mutuo da fisso a variabile e potranno trasferirlo ad altre banche!! Che bravo, che bravo!
P: ??
T: Come mai quella faccia?
P: Ma non l’aveva già fatto il precedente governo con il decreto Bersani?
T: Zitto! Sennò gli italiani se ne accorgono!
Vi piace ascoltare i nostri parlamentari? Curiosoni! Un attimo… Vedo appartarsi gli onorevoli Gennaro Pizza e Antonio Mandolino, entrambi eletti in Campania in quota PDL… Sentiamo che dicono…
Pizza: Hai visto che è successo giù?
Mandolino: Un casino! Ma bisogna fare qualcosa per la nostra città!
P: E tutti quegli scontri?
M: Cosa ha detto il ministro dell’interno!
P: Nonostante sia polentone e proprio bravo quel guaglione!
M: E ‘0 vero!
P: Senti che belle parole che ha detto: “Sindaci e politici che aizzano la folla facciano il loro dovere per risolvere i problemi e non sostengano atteggiamenti violenti.“
M: Ah, che belle parole…
P: Hai sentito come parla bene!
M: Ma sei sicuro che non ce l’aveva con noi?
P: Perché Antò!
M:Non eravamo noi che aizzavamo le persone per far cadere a Prodi!
P: Uh, Gennà e sò quisquigle!
Sonny Tre Dita 25 Maggio 2008
Posted by Gaetano in Narrativa fai da te.8 comments
Era facile incontrare a braccetto il capo mafioso Frank Santini, proprietario del locale, e il sindaco Alfred Thomas in compagnia del capo della polizia e altri potenti professionisti e miliardari della città.
Tutte queste persone erano disposte a mischiarsi con gente tipo Johnny Adams e Philip Leroi, due vecchi ubriaconi che asserivano di aver inventato la macchina che andava ad acqua e che il brevetto gli era stato rubato dalla Petrol Co., una potente azienda petrolifera della città. Mentre paralvano, indicavano sempre il secondo tavolo a destra, tavolo dove si sedeva l’amministratore delegato della Petrol. I ricchi signori della città non facevano caso a Frankie Testa di bue, un pugile che molti anni addietro ebbe la sua possibilità di combattere per il titolo dei pesi massimi, ma perse l’incontro già al primo round, se gli si offriva da bere poteva raccontarti tutto l’incontro, dal primo all’ultimo pugno, vale a dire il secondo. Se gli offrivi una bottiglia mimava l’incontro alla perfezione.
Tutte queste persone non frequentavano il locale per il sevizio o per il bere, tutte quelle persone erano lì per Vanessa, la sensualissima cantante Jazz che ogni sera si esibiva nel locale e spezzava cuori di tutti gli avventori e di tutti gli uomini più potenti della città. Corre voce che da quando ha iniziato ad esibirsi al Jazz e drink bar, i fiorai e i gioiellieri hanno fatto una fortuna. Ma lei non si concedeva a nessuno, lei si concedeva solo alla musica.
Tra i clienti del locale c’era anche Sonny tre dita, uno dei tanti che aveva perso la testa per Vanessa e che ogni sera si immergeva negli occhi e nella voce della cantante e si prendeva una sbornia per dimenticarla. Riusciva a procurarsi da bere e a non essere cacciato per la vecchia amicizia con Santini di cui era stato socio nei primi anni della loro carriera, assieme sgominarono la banda degli irlandesi, ma Santini aveva l’appoggio delle famiglie, John tre dita aveva come unico appoggio la sua infallibile mira, che non servì contro la famiglia di Santini per riprendersi la sua fetta di città.
Lo chiamavano così per via di due dita mancanti nella mano destra, causa di un incidente in una fabbrica dove lavorava, ma lui, per vergogna, raccontava a tutti che perse le dita nella rapina alla National Bank nell’agosto del ’22 e nella conseguente sparatoria con gli sbirri.
Ogni sera a chiusura del locale Sonny Tre Dita passeggiava per le strade malfamate di quel quartiere, rifiutando offerte di sesso a buon mercato e sbucando sempre alla stessa ora in Street Lonel, al numero 4, sotto casa di Vanessa, puntuale per intravedere dalle tende la donna che si cambiava e andava a dormire. Quando vanessa spegneva le luci, Sonny Tre Dita, si accendeva una sigaretta, l’ultima della serata, e sognava il bellissimo corpo della cantante.
Ma una sera, Sonny, notò qualcosa di strano, parcheggiata davanti al 4 di Street Lonel c’era una macchina, la luce dell’appartamento era accesa. Vide sbucare dal portone di corsa la figura di un uomo, che gettò degli oggetti a terra, riconobbe subito in quella figura che entrò di corsa in macchina, il sindaco. Aveva una brutta sensazione Sonny. Si avvicinò alla porta e vide gli oggetti, che il sindaco aveva gettato a terra: un mazzo di fiori e un astuccio in cui dentro c’era un bellissimo anello, se lo mise in tasca e salì nell’appartamento di Vanessa.
La trovò stesa a terra in un lago di sangue, morta, la sua sensazione, purtroppo, era realtà. Il sindaco aveva ucciso Vanessa. Sonny tre dita, pianse tutta la notte.
Il mattino dopo, pieno di rabbia barattò l’anello gettato dal sindaco con una pistola, era deciso ad ucciderlo la sera stessa, ma un po’ gli dispiaceva. Gli ultimi 5 sindaci erano stati uccisi tutti al Jazz and drink bar con colpi di mitragliatrici, così lui, con quella pistola non avrebbe rispettato la tradizione.
Era ben consapevole che Santini non avrebbe mai ucciso il sindaco, la perdita che avrebbe avuto il suo locale, con la morte di Vanessa, non era paragonabile alla mole d’affari che faceva col municipio, quindi fece venire una cantante da Parigi che sostituisse Vanessa.
La sera Sonny si presentò al locale armato, sapeva bene che gli scagnozzi di Santini non lo perquisivano, era fidato lui, ma soprattutto era ritenuto un poveretto che non sapeva più tenere una pistola in mano, lui che con la sua mira aveva terrorizzato tutte le bande della città.
Arrivò il momento dello spettacolo, la nuova cantante era veramente bella, e i clienti se ne innamorarono subito, dimenticando Vanessa. Sentì dire da Adams e Leroi che la morte della donna era stato un bene, questo faceva salire la rabbia di Sonny, non poteva permettere che la memoria di Vanessa fosse oscurata da una sciacquetta venuta dall’Europa.
Alla fine dello spettacolo la cantante parigina si sedette vicino al sindaco, sembrava un porco e l’alcol gli dava un aspetto sgradevole. Santini era soddisfatto, sapeva bene che donne, soldi e alcol gli avrebbero aperto le porte di molti lucrosi affari.
Sonny aspettò che la cantante riprese lo spettacolo, era sgradevole con quell’accento francese, non sapeva cos’era il jazz, non si poteva pensare nemmeno lontanamente che fosse all’altezza di Vanessa. Il sindaco, andata via la francese, si alzò per andare a pisciare, Sonny bevve il suo whisky tutto di un sorso, si avvicinò ad Alfred Thomas, era ben consapevole che avrebbe interrotto la tradizione, ma questo non gli impedì di sparare tre colpi che presero il sindaco sulla fronte, ci fu un gran parapiglia tra i clienti del locale, la musica si fermò e Sonny riuscì ad uscire senza che gli scagnozzi di Santini si accorsero di lui.
Gettò la pistola in un cassonetto e si diresse verso l’autostazione, mentre camminava veloce per le strade della città, sentì il rumore delle sirene e gente che dalle finestre urlava che il sindaco era stato ucciso al Jazz and Drink bar con colpi di pistola, senza alcun rispetto per la tradizione.
Arrivato all’autostazione prese il primo autobus per il sud e in mezz’ora fu fuori dalla città, mentre si lasciava alle spalle la sua città era triste, non era mai uscito da lì e non sapeva cosa c’era nel mondo, chissà se avranno almeno del buon whisky seguitava a pensare.
Alla fermata successiva, salì un prete che si sedette accanto a lui, si accorse quasi subito che il suo compagno di viaggio aveva dentro qualcosa che lo turbava e disse: “Figliolo, ti vedo preoccupato. C’è qualcosa che ti tormenta?”
“Niente padre” – rispose Sonny – “e che non ho rispettato la tradizione.”.
Dal libro Andrea Sacco suona e canta 24 Maggio 2008
Posted by Gaetano in Musica popolare del Gargano, Non ci facciamo mancare niente.3 comments
Estratti dall’intervista di Enrico Noviello ad Andrea Sacco, pubbilcata su “Andrea Sacco suona e canta – storie di un suonatore e cantatore di Carpino” Ed. Aramiré# io non sono andato per niente a scuola, io tenevo cinque sorelle femmine, eravamo tre femmine e tre uomini, eravamo otto, la buon’anima di mamma faceva: “Ca – perché papà mio si chiamava Carmine, e mamma si chiamava Maria – Cà, questo lo dobbiamo mandare a scuola”, “questo deve venire a lavorare con me”, faceva
# tutte quante mi piacevano a me, la montanara era la più bella di tutte, si ballava pure, quando cantavo ballavano pure le mosche.
Tu non ci sei stato mai quando io andavo cantando? tutti quanti ballavano
Sopra il palco quello che stava più davanti mi voleva dare la mano, “mi dovete dare i baci”, facevo io… ah, Andrea Sacco…
# [...] mi ero trovato una femmina, mi diceva sempre che no, sempre che no, sempre che no, sempre che no, sempre che no, volevo fare l’amore e questa mi diceva sempre che no, una sera mi prendo la mia chitarra e me ne vado sotto alla finestra [...] e li canto la canzone:
mineme nu garofele dalla graste
minelu chiane chiane sennò ce ‘uaste
me l’èja métte ‘m pétte la fésta fésta
li gente che lu védene dicene quante è bélle
chi te l’ha date quistu fiore
me l’ha date la prim’amore
je lu béne che mme me vole
se bene non me vuléve lu garogene non me lu déve
béne m’ha velute lu garofene l’éj avute
# un’altra volta stavamo cantando, e è venuto uno, ha detto: “ferma la chitarra – ho fermato la chitarra – sennò ti sparo, ti giuro sulla tomba di mia madre”, ho fermato la chitarra, e non ho suonato più, che gli dovevo dire io, ho preso la chitarra e ce l’ho data: “tè la chitarra”, mò quello giovane ha detto: “che, te la devi portare?” ha detto, “e come non me la devo portare?” “e portati pure quest’altri” bum, bum [e gli spara]
# 9 mesi mi sono fatto una volta, loro sono andati a rubare e poi dicono a che mi hanno portato pure a me, hanno detto, ed era pure vero che io ci ero andato [ride]
# io ho trovato una moglie, una moglie buona, sennò dovevo fare il ladro, quella faceva: “noi ci dobbiamo mangiare pane e cipolle, e dobbiamo stare contenti, no che tengo la paura, devi stare qua e devo tenere la paura, che ti possono arrestare, stai in mezzo alla piazza, e ti possono arrestare, vai a rubare, e ti possono uccidere”
# se io tenevo una cosa la spartivo coi compagni, no?, stavano quelli che se la fregavano da soli, io non li potevo vedere, a quelli
# quante femmine conosco… a Carpino, e pure in Italia, io mia moglie non l’ho mai tradita, io per quanto tempo sono stato in Italia, in Italia, dopo sposato, non sono mai stato con nessun altra femmina, fuori l’Italia sì
# la guerra, la guerra, avevi sempre la paura addosso, capito, portavi sempre davanti la cartucciera, e il fucile sempre con la pallottola in canna, avoglia quante persone ammazzate in guerra, venivano coi camion, li portavano a un altro paese, quando arrivavano là prendevano la benzina e li appiccavano, quando è che hanno ferito a Graziano, ha dato 4 giorni e 4 notti carta bianca, in Grecia, femmine e uomini, tutti…
# Se io dovessi rinascere, e dovessi passare quello che ho passato, è meglio che non nascessi
# io ero morto a Napoli lo sai tu?, il ‘54 [...] mia moglie ha avuto il telegramma che a me ci voleva l’accompagnamento, che mi dovevano andare a prendere, invece quelli hanno creduto che io ero morto, è venuta la buonanima mia, una sorella mia [...] un fratello cugino [...] quando prendo e me li vedo la sera [...] “e voi?”, “preparati la roba, mettila in valigia e andiamocene che a Carpino ti piangono, è suonata a morto pure la campana” [...] dopo un mese che stavo al paese, arrivano due carabinieri a casa [...] dicono a mia moglie: “tu devi andare a prendere vostro marito, a Napoli”, “mio marito lo siamo andati a prendere” ha detto mia moglie “e dove sta?” “sta in piazza adesso” “e fallo chiamare” che quelli mi volevano vedere
e poi ho scritto la canzone:
mò che lu vecchje amante je returnate
cénte campane lu jurne pe me suavene
diceva che jéve morte lu ’ssassine
ije non songhe morte no so’ vive ancore
j’eja a campà allu munne pe ‘ma sta donne
# noi a un posto siamo di passaggio, noi siamo di passaggio qua, mò stiamo qua, e mo ce ne andiamo
mò parliamo belli, parliamo tutti e tre, domani mattina è morto Andrea Sacco
quando ci possiamo fare una mangiata, quando ci possiamo fare una cantata, fatevela, che quella vi trovate, non vi trovate niente, quando vi trovate a farla, qualche botta, fatevela pure, che quella vi trovate, non vi trovate niente, non è che vi trovate qualche cosa
Andrea Sacco è nato in una famiglia di cantatori e suonatori di musica tradizionale. La sua occupazione primaria è stata quella di contadino, fino alla campagna d’Africa, a causa della quale fu chiamato al fronte.
Fatto prigioniero e trasferito in varie località, rimase assente dal suo paese natale e lontano dalla moglie per 13 anni. Rimpatriato, fu assunto come dipendente comunale con il ruolo di messo.
Il suo talento come cantatore e suonatore è unanimemente riconosciuto. Un ruolo altrettanto grande gli è riconosciuto per la sua memoria, che gli ha consentito, fino alla sua scomparsa, di essere depositario di centinaia di sonetti.
E’ morto a Carpino il 17 marzo 2006 all’età di 94 anni.
twitter (3^ parte) 22 Maggio 2008
Posted by Gaetano in Economia e marketing del duepuntozero.5 comments
Cosa stava facendo Lupo Sordo?
# Si costituisce parte incivile
# Organizza la rappresentazione della traviata nel suo condominio
# Va in giro per agenzie del lavoro a chiedere il pizzo
# Vista la pioggia decidere di raggiungere a nuoto nuove agenzie di lavoro
# Si candida come rappresentante del partito unitario dei nullafacenti…
# Si finge morto per evitare di andare al mercato con la ragazza
# Non capisce perché Vespa non parla del suo blog a Porta a Porta
# E’ appena tornato dalla prima della scala. Tre piani a piedi!!
# Sveglia i vicini cantando ‘Core spezzato’
# Scarta il pacco che gli ha spedito Al Qaeda per Natale… BOOM!
# Picchia Babbo Natale, gridando: “non ci credo!”
# baratta il primo figlio maschio per un link
# ha paura di quelli di blogbabel che girano di notte nei blog in cerca di memi
# pane al pane e nutella alla nutella
Intervista a Giulio Tremonti 18 Maggio 2008
Posted by Gaetano in Post politicamente scorretti.16 comments
Altro colpo (e questa volta di spessore) per il Diario di bordo che riesce ad ottenere un’intervista dal ministro dell’economia Giulio Tremonti.Buonaseva a lei… Ma chi l’ha fatta entvave?
Avevamo un appuntamento…
Le chiedo scusa, non vede che casino che c’è qui? Mi hanno messo tutto in disovdine…
Chi?
Il pvecedente Ministvo dell’economia.
A questo punto entriamo nel vivo dell’intervista.
Non viesco a tvovave neanche il mio pallottolieve!
Pallottoliere?
Sì, quello con cui facevo i conti! L’avevo lasciato qui, dietvo alla bandieva e se lo sono fvegati!
Signor ministro, lei non mi sta dando retta!
Scusi… Ma chi è lei?
Sono Lupo Sordo, ho appuntamento per un’intervista!
Un’intevvista! Ma non vede che sono occupato… Mi hanno fvegato anche i vecchi playboy! Non bastava il tesovetto!?
Visto che è entrato in tema, ci può spiegare bene la storia del tesoretto?
Pado-Schioppia mi aveva lasciato una mappa… Io sono andato dove c’era la “x” ma non ho tvovato niente…
Signor ministro, quella è una tovaglietta di chissà quale mensa o ristorante…
Ma cosa dice!? Eva qui sopva e c’evano le indicazioni per il tesovetto! Poi pevché l’hanno chiamato tesovetto secondo lei?
Non glielo so dire, ma non è quello che pensa lei.
Ma stia zitto e mi aiuti a tvovave tutti i numevi di intvepido che mi ha fottuto Pvodi!
Ministro, ma quando ha intenzione di fare qualcosa oltre che cercare le sue cose?
Guadvi che se è venuto qui pev fave domande, invece che aiutavmi a cevcave le mie cose ha sbagliato minstvevo, vada pev covtesia da Bvunetta che non ha niente da fave…
Al citofono…
Buongiorno sono Lupo Sordo, sono qui per un’intervista all’onorevole Brunetta, mi manda Tremonti…
Attenda un attimo prego…
Un minuto più tardi
Sono Brunetta, chi mi cerca?
Salve ministro, sono Lupo Sordo, vorrei farle qualche domanda sul suo ministero e sul suo lavoro. Mi ha mandato Tremonti.
Senta non so cosa vuole sapere da me e perché è qui, ma vorrei dirle solo che io sto qui a fare numero, non so niente e non penso che possa esserle d’aiuto, poi sono occupato… Ho da sfogliare le riviste di Play boy che ho fregato a Tremonti…
twitter (2^ parte) 14 Maggio 2008
Posted by Gaetano in Economia e marketing del duepuntozero.15 comments
Cosa stava facendo Lupo Sordo?
# Cerca di spiegare a Berlusconi che la P2 non era un club vacanze
# Si immette contromano in tangenziale gridando: “Ho la tessera della biblioteca civica!!!”
# Propone una protesta per far diventare Foggia capitale d’Italia
# Apre un sarcofago e ci trova dentro Fassino
# Vista la pioggia, comincia a costruire un’arca per precauzione
# Falso allarme. E’ uscito il sole. Decide di rimandare le coppie di animali a casa.
# Fa un discorso illuminante ad un palo della luce
# Aumenta la sua credibilità internazionale organizzando una missione di pace nella Repubblica di San Marino
# Esporta la democrazia nell’appartamento di sotto
# Si apparta con la vicina di 80 anni
# Apre una giro di corse clandestine di lumache
# Propone uno scambio link ad un circense ungherese
Intervista a Gianfranco Rotondi 11 Maggio 2008
Posted by Gaetano in Post politicamente scorretti.14 comments
Continua la carrellata di interviste del vostro blog preferito agli esponenti del neonato governo Berlusconi. Oggi è il turno di un politico di spicco, l’onorevole Gianfranco Rotondi.
Buona sera ministro, innanzitutto la vorrei ringraziare per aver accettato il nostro invito.
Coi tempi che corrono e con Silvio padrone di tutte le televisioni in Italia, un povero cristo deve prendere quello che gli capita.
Arriviamo a noi, molti maligni pensano che il suo compito, ricordiamo ai lettori che è stato nominato Ministro per l’attuazione del programma, è solo un contentino ad un partito che non ha un grosso peso specifico nella coalizione.
Senta questa è una bugia e lei lo sa bene! Il mio è un ruolo chiave del nascente governo!
E ci dica in cosa consiste questo ruolo chiave.
…praticamente io… vado lì, poi faccio quello… Ha capito?
Sinceramente no.
Forse non mi sono spiegato bene… Io sono ministro e su questo non c’è dubbio… E da ministro cerco di fare… Rispettando i valori della famiglia e quelli della Democrazia Cristiana… Come Ministro, poi io… Ma precisamente che ministero mi hanno dato?
Il ministero per l’attuazione del programma.
Un attimo…
Prende il telefono.
Pronto Silvio, scusa il disturbo… Ho qui di fronte a me Lupo Sordo che vuole sapere cosa faccio.. Ah, grazie e che me ne dimentico sempre…
Si rivolge a me.
Praticamente io controllo se il programma viene attuato!
E qual è il programma di governo?
Ehm… Non può farmi altre domande?
Ok, parliamo del suo partito politico. Quali sono le idee che spingono la Democrazia Cristiana per le autonomie.
Questa la so! Praticamente noi siamo per una politica vicino al cittadino e con lo scopo di…. Perché i valori della famiglia…
…
….
Non lo sa?
Lo sapevo… E che ho avuto nonna malata e non ho potuto studiare.
Oggi è la nonna, l’altra volta la zia… Ma i parenti prima o poi finiscono!
No, professò e che sò attaccato alla famiglia… Glielo detto che il mio partito si ispira ai valori della famiglia?
Guardi signor Rotondi che questa è già la seconda volta che mi viene impreparato. Se non si mette a studiare seriamente qui rischia di non passare l’anno.
No, professò, quello mio padre mena!
E fa bene! Lo studio è importante!
No dai! Professò giuro che la prossima settimana vengo preparato…
L’ha detto già l’altra volta e questi sono i risultati! Adesso ti metto 3, così ti impegni per recuperarlo.
Minchia professò, come sei peso!
Il governo ombra del diario di bordo 11 Maggio 2008
Posted by Gaetano in Economia e marketing del duepuntozero, Post politicamente scorretti.39 comments
Pronto il governo ombra dei lettori, commentatori e amici blogger del Diario di bordo:
Premier: Lupo Sordo
Vice premier: Albe
Riforme per il federalismo: Ed
Esteri: Skakkina
Economia: Franca
Interni: Cima
Pubblica amministrazione: Mat
Ambiente: Simona
Comunicazioni: Fassbinder
Cultura: Valeria
Giustizia: Karletto
Istruzione: Vipera
Sviluppo Economico: Digito Ergo Sum
Difesa: Luigi
Agricoltura: Prostata
Infrastrutture: Sandro
Regioni: Missi
Pari opportunità: Virginia
Semplificazione: Cristina
Politiche comunitarie: Zefirina
Attuazione del programma: Elena
Politiche giovanili: Sonia
Portavoce: Comicomix
Coordinatore esecutivo: M.B.
Undici donne su venticinque nomi, a quote rosa il Pdl e il Pd mi fanno una pippa…





