La festa patronale, i truzzi e il tagadà 15 Luglio 2008
Posted by Gaetano in Storie.trackback
La vita in un paese in genere scorre tranquilla, con i suoi rituali e le sue stagioni. I signori anziani che passeggiano con le mani dietro le spalle, in mezzo al corso, discutono, a seconda delle stagioni, di ulivi, grano, mandorle e pomodori. Le anziane indaffarate nelle faccende di casa, nelle spese quotidiane e di sera, col fresco, davanti alla porta di casa sedute su una sedia a chiacchierare.
Questa quotidianità in genere viene scossa da un avvenimento annuale: la festa patronale.
A San Giovanni Rotondo abbiamo due feste patronali, una quella di San Giovanni, il 24 giugno (che apre l’estate) e l’altra quella di Santa Maria, l’otto settembre (che chiude l’estate). Durante queste feste i vecchi continuano a parlare di ulivi, grano, mandarle e pomodori, ma vestiti bene e con accanto le loro mogli, portate fuori per l’occasione. A mezzogiorno dalle case si sprigiona un profumo di ragù (quello pugliese fatto con le brasciole) e il lato sacro della festa viene saziato dalla processione e dall’esposizione dai balconi, durante il passaggio di quest’ultima, di coperte ricamate.
Ma durante la festa patronale, almeno ai miei tempi, c’era un’altra sacralità: la venuta delle giostre e con loro la venuta del Tagadà, una sorte di bolgia infernale dove le donne venivano svezzate a furia di musica dance anni ‘90 e di un indicibile puzza di sudore.
La voce della speaker della giostra ripeteva le solite quattro frasi: “benvenuti signori al tagadà!”; “ultimo giro ultima corsa al tagadà!”; “e ora si balla!”; “senza mani!”
Diciamolo questa sacralità era il regno dei truzzi del paese, che da noi vengono chiamati anche cozzi (anche se questo termine era usato più per i contadini), infatti altro termine più preciso per definire i mistici utilizzatori del rituale tagadà e dell’ascella pezzata era “Baracconi”.
I baracconi ci facevano paura, con le loro capigliature tipo giovane della Germania Est e il loro dialetto duro, avevano le maglie alla Mark Lenders, orecchini e, per chi aveva l’età, giravano in macchina con musica neo-melodica napoletana a tutto volume.
Le macchine dei baracconi erano spettacolari! Ne ricordo una in particolare, una 127 sport nera con i bordi arancioni, le tendine di Marilyn Monroe e/o leoni e una splendida luce tipo kit di Supercar sul davanti.
Dicevo, le giostre era il loro regno. Il tagadà da fare rigorosamente in piedi, con ascella pezzata in bella mostra, le macchine da scontro da guidare seduti sopra il sedile accanto all’antenna e il tirapugno, unica vera unità di misura per la loro gerarchia interna.
Perché il nostro truzzo era diverso da quello attuale, il nostro truzzo sfuggiva alla tecnologia attuale, non sapeva cos’era un telefonino, anche se non disdegnava il mega impianto stereo per poter far sentire al paese intero la loro musica: Carmelo Zappula, Nino D’Angelo e altri cantanti neo-melodici napoletani… C’era anche chi ti faceva ascoltare musica dance anni ’90, ma il vero truzzo sotto sotto è romantico.
Per loro la festa patronale si svolgeva solo nelle giostre e le giostre erano un’occasione per poter sfilare soldi ai figli di professori e di avvocati, per poter vantarsi del punteggio fatto sul tirapugni e per poter rimorchiare donne con la loro ascella pezzata da tagadà.
I nostri truzzi erano diversi da quelli di città, non erano figli di gente ignorante arricchita, anche perché al sud i cozzi con i soldi ci tenevano a far studiare i figli e a farli andare a scuole assieme ai figli dei professori e degli avvocati. I baracconi erano per lo più ragazzi di strada, “fatt e lassat” come si dice dalle mie parti. Avevano alle spalle infanzie non facili, con genitori manovali e/o carcerati per robetta da poco. I nostri, diciamo la verità, erano dei duri.
Due anni fa mi trovai a casa durante la festa patronale di Santa Maria e con mio enorme dispiacere constatai che il tagadà e il tirapugni non c’erano più e che le macchine da scontro venivano usate in maniera normale. Ma cos’era successo ai baracconi? Cos’era successo alle ascella pezzate? Dove erano i ragazzini che approfittano della festa patronale per rubare i soldi ai figli dei professori ed avvocati? Non ne ho visti.
I tempi cambiano e i miei ricordi svaniscono. I nostri truzzi ora o fanno i manovali o sono carcerati come i loro padri, alcuni sono morti di overdose. Le nuove generazioni truzze, in perfetto stile baraccone, vagano per il paese, distratti più dai telefonini che dalla socializzazione che gli può dare un semplice giro nel tagadà, una prova di forza al tirapugni o dal timore che possono incutere ai figli dei professori o avvocati.






grande!! ho letto la tua storia e ho riso per mezz’ora ricordando che è veramente così che andava!! ero piccolo e mi chiedevo quale futuro potessero avere tipi come quelli.. un giorno mi trovavo ad ancona in supermercato e mi è capitato di incontrare un dei “baracconi” e ho potuto notare che sono cambiati di poco…
Io ne ho visto uno a Parma che consegnava le pizze, posso dirti che si era addolcito molto, abbiamo anche chiacchierato per un po’… Sarà stat l’aria snob parmigiana?
Io non sono cambiato per niente
io mi divertivo a dare spinte fortissime sul tagadà per far male!
bimbo violento io!
@maurizio: sei rimasto truzzo?
@mat: E l’ascella? Com’era? Pezzata?
Toccherà riprodurli in vitro.
Ciao Tanuccio *__*, ero convinta di aver già commentato qui per richiamarti all’attenzione del meme. Ma hai già fatto tutto tu..si sono abbastanza distratta, sorry.
Da me tendono a non organizzare più nulla, soltanto i paesini reggono ancora con le feste e con le sagre estive.
Avevamo i giganti, non i tagadà..ma sono scomparsi anche quelli.
Peccato, perchè certe cose fanno parte della nostra tradizione e non sappiamo preservarla.
Personalmente non mi sconvolge del tutto l’esitenza, non ero una patita di queste cose.
Un saluto. ^___^
@categong: non può riprodurli in una cosa che loro ignorano il significato.
@nuvola: Anch’io non ero un patito di tutto ciò, nonostante non sia figlio di professore e/o avvocato.
Il Tagadà… ricordo della mia lontana adolescenza
Che tempi… Ora gli adolescenti preferiscono mandare sms… sigh.
no, nn avevo manco un pelo ancora!
però il jeans era strappato!
e la mutanda sgommata
ricordi bene la 127… ma chi la guidava no? Non ti sei mai chiesto come tutti noi (ora 40enni sigh) se era un uomo dai tratti un po’ femminili o il contrario? Spremiti dai che ti verrà alla mente anche questo particolare…
Un target speciale quello dei “baracconi”: le meches bionde, i “carrozzini” senza targhe, maglietta senza manica di colore fosforescente, orecchino già a 1 anno di vita….
Sò benissimo chi la guidava, pare che una volta sia stato visto guidare con entrambi i piedi fuori dai finestrini.
Sò benissimo che fine ha fatto quella 127 (bruciata).
Ma non ho voluto dire il nome…
io la/lo ricordo benissimo!!! il suo nome d’arte era…TONINO!!! le so tutte!!
Sicuro? Io ricordavo un altro nome…
ehm…..tu ricordi Rita vero?
noi la chiamavamo “TONINO” perche all’apparenza era…più uomo di noi.
Allora io la 127 me la ricordo in mano ad un uomo! Nando!
Le femmine barraccone, oltre ad avere la delicatezza di un branco di balene a calar della sera, avevano un solo compito quello di farsi passare prima da tutto il branco e poi di trovarsene uno e dargli più figli barracconi possibili…
Torno finalmente a san giovanni dopo tanti mesi, mi piacerebbe tanto rivedere quella famosa 127 con tutti i truzzi che ricordano tanto gli anni 90…però purtroppo mò le cose sò cambiate…in meglio o in peggio non so. Il pomeriggio si va tutti a mattinata a Punta Grugno a “Fà la legge” sulla spiaggia dei sangiovannari, la sera si stà tutti al tiffany o all’open “queste sò le serate ormai”. Truzzi, cozzi, tamarri, barracconi o pacciotti che voi siate…buone vacanze a tutti!
Io quando torno a san giovanni mi chiudo nella famiglia… Non c’è neanche più un luogo dove scoffolarsi una sana legge la sera… Meglio l’epoca truzza
Cacchio…lo sai che questo post me lo ero perso….
punizione: 4 capocciate al muro.
p.s.: che fine ha fatto “Tonino” l’ultime volte che l’ho visto/a lavorava alla “prestige”
Non so manco cos’è il prestige! Devo sapere che fine ha fatto Tonino!
La pizzeria a fianco al Cinema ……(prestige)…mah!
Mica starà all’Hotel 100 sbarre???
Allora parliamoci chiaro! Quella per me ha solo un nome MARCUCCIO! Anche se ha cambiato proprietario, quello è solo MARCUCCIO!
Avevo sì o no 6 anni e mio padre mi mandava da MARCUCCIO a prendere una peroni familiare vuota a perdere!
Quello per me sarà sempre MARCUCCIO.
…ma si propriot’ nu vecchiet’
no, sono uno che sa dare un nome alle cose… E attento a sto vecchietto che tra un po’ di giorni (dipende dal tempo) sarà pubblicato un post di un evento accaduto in paese molti anni fa…
ho chiesto in giro a sanjuan ma nessuno sà che fine ha fatto “tonino”…voci dicono che è ad Hollywood per un provino su un prossimo film sulla febbre del sabato sera…sarà il futuro Tony Manero!!!
..ricorda che io sono più vecchietto di te…penso almeno di 10 anni (purtroppo)….
p.s.: mandosttai?
@gigi: Secondo me partecipa a veline
Sto a Parma e dove devo stare…
@karletto: Facciamo 20
…ma si proprio piccolo allora!!!!!!!!!!!
pensavo stavi qui per la festa…….non è che ti sei perso chissà cosa…però…era l’occasione buona per sto ca..cchio di caffè…
ciao Tanù.
A parte che non so quanti anni hai, quindi dico venti per farmi ragazzino.
La festa patronale non la voglio fare più perché non c’è più il tagadà! Senza lui e i baracconi non è la stessa cosa, il caffé arriverà un giorno, forse scenderò quando mi scade il contratto, ma spero proprio di non scendere, perché vorrà dire che me lo hanno rinnovato.
allora mi dovete aiutare nn so se diventare emo o truzza ttt mi dicono k e meglio se sn una truzza,xk adeesso lo sn,mi piace la musica ttt suoi truzzi invece degli emo mi piaciono alcuni raga mi potete aiutare cs posso essere e nn mi piace la musica k ascoltano
sn sempre io aiutatemi rx a ony_one_95@hotmail.it